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15 Settembre 2010 - Consigli giudiziari: Un vademecum per potenziare al massimo la presenza degli avvocati

Consigli giudiziari: Un vademecum per potenziare al massimo la presenza degli avvocati

Roma 15/9/2010. Sfruttare al massimo, in un ottica di servizio al sistema giustizia, la presenza degli avvocati nei Consigli giudiziari e potenziare l’apporto che anche i Consigli dell’Ordine e i singoli avvocati possono fornire nella organizzazione degli uffici giudiziari, nella vigilanza sul loro buon andamento e nella valutazione di professionalità dei magistrati. E’ questa la indicazione principale che emerge nel Vademecum sui Consigli giudiziari, messo a punto dal gruppo di lavoro sui Consigli giudiziari, costituito dal Consiglio nazionale forense e coordinato dal consigliere Andrea Mascherin. Il vademecum è stato presentato oggi a Roma ai componenti avvocati degli stessi organi di autogoverno decentrato della magistratura e ai presidenti dei Consigli dell’Ordine, con le relazioni di Antonio Giorgino, Stefano Frizzi e Alberto Massignani.
“Il Vademecum è il segno tangibile della funzione sociale dell’avvocatura. Con la riforma dell’Ordinamento giudiziario, che ha esteso la partecipazione ai Consigli giudiziari anche agli avvocati, si è coinvolta l’avvocatura nell’amministrazione efficiente e corretta della giustizia, aggiungendo un tassello al disegno di cooperazione tra avvocatura e magistratura che si declina in tante norme e in tante prassi. Il disegno tuttavia non è completo perché il ruolo dell’avvocatura deve essere rafforzato”, ha sottolineano il presidente Alpa riferendosi a recenti iniziative legislative (AC 3539) che mirano, tra le altre cose, a riconoscere agli avvocati componenti i CCGG la competenza anche a deliberare sulla valutazione di professionalità dei magistrati e a motivare il non accoglimento delle osservazioni dei consigli dell’Ordine. Alpa, ringraziando “di cuore” il gruppo di lavoro ha aggiunto: “L’avvocatura dunque svolge sempre di più un ruolo di supporto e di controllo sullo svolgimento dell’attività giudiziaria ai fini della critica e anche dell’apprezzamento del lavoro dei giudici” In attesa che il percorso legislativo si snodi, tuttavia, il Cnf punta a rafforzare l’impegno dell’avvocatura a quadro normativo vigente e in questa direzione va il Vademecum presentato oggi. Si tratta di una guida pratica che, indirizzata agli avvocati componenti dei CCGG, ai Consigli dell’Ordine e agli stessi avvocati iscritti agli albi, da una parte illustra il quadro normativo e dall’altra, soprattutto, indica tutte le competenze riconosciute all’Avvocatura per far sentire la propria voce nella organizzazione/gestione degli uffici giudiziari, invitando a non tralasciarne alcuna.
Formazione delle tabelle. Il Consiglio giudiziario (nella formazione ordinaria magistrati- avvocati-professori universitari) deve esprimere un parere al Consiglio superiore della magistratura. Prodromico al parere è l’invio della proposta tabellare da parte del presidente del tribunale al Coa territorialmente competente. Il vademecum richiama l’attenzione sulla circolare del Csm per la formazione delle tabelle per il triennio 2009-2011 che procedimentalizza la partecipazione dei Consigli dell’Ordine alla predisposizione della proposta tabellare “nella consapevolezza dell’imprescindibile ruolo della classe forense nell’organizzazione degli uffici giudiziari”. Il vademecum ricorda che i dirigenti degli uffici giudiziari devono motivare le ragioni per cui accolgono o rigettano le osservazioni formulate anche dai Consigli dell’Ordine.”In definitiva è chiaro come sia dato ai Consigli dell’Ordine il potere di intervenire in modo concreto nel proporre, suggerire o criticare l’organizzazione dei singoli uffici giudiziari, prevedendo in sostanza un obbligo di interlocuzione da parte dei dirigenti degli uffici e dei presidenti di Corte d’appello, rispettivamente prima della proposta tabellare e prima del parere del Consiglio giudiziario”.
Vigilanza sull’andamento degli uffici giudiziari del distretto. Il Vademecum sottolinea la rilevanza di questo “potere di segnalazione di carattere generale esercitabile del Consiglio dell’Ordine” che può indicare direttamente al Consiglio giudiziario situazioni patologiche specifiche o malfunzionamenti o disfunzioni organizzative che si riverberino sull’attività giurisdizionale. La guida evidenzia che la verifica deve essere costruttiva, cioè funzionale anche alla diffusione di buone prassi e alla promozione di modelli organizzativi efficienti. Qui i Consigli possono vantare una “competenza ad agire in prevenzione”. Il vademecum rileva che in questa prospettiva “deve essere valorizzato il privilegiato e qualificato punto di osservazione degli avvocati che vivono professionalmente l’ufficio giudiziario”, combattendo “pigrizie” ma anche “prese di posizioni personali”.
Valutazione di professionalità dei magistrati. Nonostante i componenti non togati dei CCGG non abbiamo competenza in materia, il vademecum ricorda che il Csm ha sostanzialmente riconosciuto loro il diritto di tribuna e, soprattutto, l’ordinamento assegna ad essi, ai Consigli dell’Ordine ed ai singoli avvocati la possibilità di inviare segnalazioni sui comportamenti dei magistrati. Segnalazioni che dovranno esser attendibili, circostanziate e documentate. Il Vademecum spiega icriteri di valutazione della professionalità (dalla capacità all’impegno), sottolineando che la “loro conoscenza è necessaria per formulare segnalazioni adeguate” e perché “a seguito delle segnalazioni potrebbe crearsi una posizione di controinteressato da parte del segnalante o dell’organismo rappresentativo, tale da legittimare il ricorso alla giustizia amministrativa”.
Commissione flussi. Emanazione del Consiglio giudiziario, valuta la produttività degli uffici giudiziari in base ai dati statistici. Nella prassi, i Consigli giudiziari acquisiscono preventivamente il parere della commissione flussi in vista della formazione della proposta tabellare. Il vademecum invita i componenti avvocati a partecipare alla commissione flussi, per sviluppare “un approccio più consapevole alla valutazione della tabella e alle sue variazioni”.

Claudia Morelli
Responsabile Comunicazione e rapporti con i Media
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