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17 Marzo 2011 - Mediazione: la nuova legge entra in vigore tra un mare di dubbi

Mediazione: la nuova legge entra in vigore tra un mare di dubbi

Roma. Un mare di dubbi rischia di affondare la mediazione, che entrerà in vigore il 21 marzo. Come si formula la proposta conciliativa, che tipo di responsabilità intercorre tra le parti e l’organismo di mediazione, i contorni della autenticazione dell’accordo da parte del notaio; l’assicurazione, i limiti dell’accordo, le modalità di accettazione delle parti.
Va avanti il conto alla rovescia per l’entrata in vigore della mediazione (21 marzo) e oltre alle critiche del Consiglio nazionale forense sul decreto legislativo 180/2010, sui profili di incostituzionalità, sull’assenza della difesa tecnica obbligatoria, ora si fanno pressanti anche le preoccupazioni operative. Molte le opzioni che sono lasciate aperte dalla legge che ha introdotto il nuovo istituto, tanti i dubbi da sciogliere, tanti rischi per una mediazione obbligatoria che può provocare la improcedibilità di un eventuale giudizio.
Sono emersi tutti ieri, nel corso della sessione dedicata al tema Conciliazione e mediazione, che si è svolta nel corso del VI Congresso di aggiornamento giuridico forense che si tiene a Roma fino al 19 marzo per iniziativa del Cnf. Il moderatore Fabio Florio e i relatori hanno provato a dare risposte, per orientare una platea folta e comunque incuriosita. Innanzitutto si è parlato della proposta conciliativa che comporta incentivi per il mediatore che la voglia proporre. E già qui scatta un dubbio sull’opportunità di lasciare che siano le parti a chiedere di formulare una proposta, soprattutto in considerazione delle gravi conseguenze di un eventuale rifiuto, “una delle parti maggiormente criticabili del decreto legislativo”, ha evidenziato Domenico Dalfino (università di Bari), che poi ha posto l’accento sui limiti e sui parametri su cui valutarla: la non contrarietà a norme imperative senz’altro, ma anche la tipologia di controversia, il pronostico sui contenuti di una eventuale sentenza. Francesco Paolo Luiso (Università di Pisa) ha parlato dell’autenticazione da parte del notaio del verbale mentre Ilaria Pagni (Università Firenze) ha posto l’accento sull’eventuale previsione di una misura coercitiva nell’accordo: “Nonostante il mediatore sia un terzo imparziale, ritengo che possa suggerire di inserire una clausola di astreinte”. Paola Lucarelli (Università Firenze) ha invitato gli avvocati a partecipare attivamente alla “formulazione di un accordo che, come espressione di autonomia negoziale, sia valido e longevo. Il ruolo degli avvocati nell’assistenza nella procedura è prezioso per evitare la asimmetrie informative e di potere”. Tomaso Galletto (avvocato in Genova) ha sciolto il dubbio sulla responsabilità degli organismi di conciliazione nei confronti delle parti: “a mio avviso è responsabilità da obbligo di protezione”. Anche l’avvio delle mediazione si presta a qualche dubbio: Paola Ventura ha passato in rassegna le modalità di accettazione della proposta e le relative conseguenze; Ana Uzqueda ha suggerito comportamenti per gestire le mediazioni multiparti.

I lavori del VI Congresso potranno essere seguiti in streaming dal sito del Cnf (www.consiglionazionaleforense.it)

Claudia Morelli
Responsabile Comunicazione e rapporti con i Media
Tel 0039 06 68409629 Mobile 0039 3402435953
E mail: claudiamorelli@consiglionazionaleforense.it
 

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