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29 Maggio 2015 - Riforma dell’Avvocatura, esame Avvocato con tempi certi e tirocinio effettivo e controllato in studio e nelle modalità alternative

Riforma dell’Avvocatura, esame Avvocato con tempi certi e tirocinio effettivo e controllato in studio e nelle modalità alternative

Roma. Il Consiglio Nazionale Forense ha inviato ieri al Ministero della Giustizia le proposte di miglioramento di due schemi di regolamento ministeriale che attuano le disposizioni della legge forense su altrettanti aspetti specifici e qualificanti la riforma: le modalità di svolgimento dell’esame per l’accesso alla professione e lo svolgimento del tirocinio.
I pareri del CNF, previsti per legge, sono stati adottati anche a seguito della consultazione con Ordini, Oua e Associazioni forensi e propongono alcune modifiche migliorative/integrative dei testi ministeriali, con l’obiettivo di chiarire ulteriormente ogni aspetto applicativo. Per quanto riguarda lo schema di decreto relativo alle modalità di svolgimento dell’esame di stato ( in attuazione dell’articolo 46, comma 6 della legge 247/2012 Nuova disciplina dell’Ordinamento della professione forense), il CNF ha proposto di introdurre termini precisi intercorrenti tra le varie fasi delle prove d’esame, per dare ai candidati la possibilità di prepararsi e di organizzarsi nel percorso d’esame; ha inoltre ritenuto non funzionale ad una prova di abilitazione professionale- che comporta la verifica in sede di prova orale delle capacità “professionali”- il sistema di sorteggio della domande tratto da una database, la cui disciplina appare peraltro non puntuale (p.es. manca l’indicazione della ripartizione delle domande per materia).

Circa lo schema di regolamento relativo allo svolgimento del tirocinio ( in attuazione dell’articolo 41, comma 4), che la legge 247/2012 disciplina anche secondo modalità alternative alla frequenza in studio legale (che comunque deve essere assicurata per sei mesi almeno), la richiesta del CNF è di disciplinare più dettagliatamente le singole ipotesi nei quali il tirocinio può essere svolto anche con tali modalità in modo da:
-coordinare la normativa del decreto legge 69/2013 -che prevede il tirocinio presso gli Uffici Giudiziari – per chiarire che comunque la legge professionale prevede che anche in questo caso che il praticante debba svolgere il tirocinio presso uno studio legale per sei mesi;
- prevedere già nel regolamento un quadro chiaro di riferimento per le future convenzioni con le Università volte a regolare l’anticipazione del tirocinio nei sei mesi finali dell’ultimo anno di corso di laurea;
- dettagliare maggiormente gli adempimenti in caso di tirocinio semestrale in un paese Ue;
-disciplinare più specificatamente la durata del tirocinio in relazione alla possibilità di sostituirne un anno con la frequenza delle Scuole di specializzazione per le professioni legali ( previste dal decreto legislativo 398/1997);
- in ogni caso articolare in concreto il concetto di “assiduità” della frequenza dello studi.

L’Avvocatura chiede anche di specificare quale documentazione produrre a riprova del tirocinio svolto, in modo che il controllo dei Consigli dell’Ordine, al fine del rilascio del certificato di compiuta pratica, sia omogeneo sul territorio ed effettivo; di disciplinare le conseguenze di una valutazione negativa sul suo corretto svolgimento; di intervenire per chiarire in quali casi e per quali motivi possa ammettersi la sua interruzione; di integrare il testo con la disciplina transitoria dell’abilitazione al patrocinio sostitutivo, del suo perimetro di competenza e della riferibilità finale al dominus in caso di sostituzione di altro avvocato.

Infine, il CNF ha inviato ieri – per la consultazione di Ordini, Oua e Associazioni forensi- altre due schemi di regolamento ministeriale: quello sulle regole di svolgimento delle assemblee degli iscritti e sulle associazioni multidisciplinari.

Claudia Morelli
Resp. Ufficio Comunicazione e Media
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