Il Consiglio Nazionale Forense è l’organismo apicale istituzionale dell’Avvocatura e rappresenta l’intera classe forense.

OAID - ritratto 3 dicembre 2016

Giornata dei diritti umani 2016

 

Il 10 dicembre di ogni anno si celebra la Giornata internazionale dei diritti umani. Dal 1° al 10 dicembre 2016, l'OIAD pubblica ogni giorno il ritratto di un avvocato in pericolo nel mondo.

 

 

 

L'OIAD esorta gli avvocati e tutti i cittadini coinvolti nella difesa dello Stato di diritto e delle libertà fondamentali in tutto il mondo a diffondere questi ritratti nel modo più ampio possibile.

La mobilitazione della società civile è una condizione essenziale affinché questi avvocati non siano dimenticati e le istituzioni o gli individui responsabili di tali persecuzioni sappiano di non poter continauare i loro attacchi in condizioni di indifferenza ed impunità.

Gli avvocati sono spesso l'ultima linea di difesa delle persone i cui diritti sono violati e le libertà represse.

Non lasciamoli soli !

null OAID - ritratto 3 dicembre 2016

Eren Keskin

Paese d’origine: Turchia

Professione: Avvocato

Ruolo: membro attivo dell’Associazione turca per i diritti umani (IHD), fondatrice di un’organizzazione di sostegno giuridico per le donne vittime di violenza e abusi da parte delle forze armate di sicurezza nazionale nelle prigioni turche, impegnata nella lotta contro ogni forma di discriminazione, contro le molestie sessuali  e i soprusi contro le minoranze.

 

Eren Keskin è un avvocato e militante per la protezione dei diritti umani. Esercita da più di 30 anni ed è membro attivo dell’Associazione turca per i diritti umani (IHD) dal 1986, anno della sua creazione. Nel 1997 ha fondato, con altre avvocate turche un’organizzazione di sostegno giuridico per le donne vittime di violenza e abusi da parte delle forze armate di sicurezza nazionale nelle prigioni turche.

Eren Keskin ha sempre criticato apertamente, da più di un decennio, gli abusi delle autorità statali. In particolare circa 11 anni fa ha pronunciato un discorso, nel quale aveva accusato lo stato turco di aver « massacrato un ragazzo di 12 anni » Uğur Kaymaz, ucciso nel 2004 dall’esercito; in discorso aveva fortemente turbato le autorità. L’avvocato aveva affermato che la morte del ragazzo macchiava la storia della Turchia e lo Stato doveva prenderne atto.

Allo stesso tempo Eren Keskin ha sempre combattuto contro le azioni commesse contro la minoranza curda.  E’ stata più volte accusata per « denigrazione dello Stato Turco » in base all’art. 301 del Codice penale. Nel 1995 ha passato sei mesi in prigione semplicemente per aver utilizzato la parola  « Kurdistan » in un articolo. E’ stata accusata per aver denunciato pubblicamente le molestie sessuali commesse dall’esercito. Le accuse di detenzione pronunciate contro di lei sono state attualmente commutate in ammende, che l’avvocato ha rifiutato di pagare.

Le procedure intentate contro l’avvocato per la sua attività a protezione dei diritti umani sono più di cento. Questo dato testimonia un vero e proprio accanimento giudiziario nei suoi confronti. Eren Keskin ha anche ricevuto diverse minacce di morte e di aggressioni fisiche tanto che si è rivolta più volte ad Amnesty International perché informasse con urgenza l’opinione pubblica e le autorità della sua situazione.

Nel 2004 Eren Keskin ha ricevuto il Premio per la pace di Aix-la-Chapelle « per il coraggio e l’ attività in favore dei diritti umani ». Nel 2005, ha ricevuto il Premio  Theodor Haecker per il coraggio civico e l’integrità politica che la caratterizzano.

Recentemente, a seguito dell’emendamento dell’art. 301 del Codice Penale turco del 2008 e la conseguente possibilità da parte del Ministro della giustizia di attivarsi in caso di “denigrazione della Nazione turca”, il caso relativo al discorso di Eren Keskin su Uğur Kay è stato riaperto nel 2011. Nel dicembre del 2014, Eren è stata condannata a dieci anni di prigione, la corte si è rifiutata di commutare la pena in ammenda, a causa delle precedenti condanne che testimoniano la sua « determinazione ad essere recidiva».Eren Keskin è ricorsa in appello; in caso di condanna dovrà scontare la pena in prigione.

 

 

 

Mobilitazione internationale:

Amnesty International si è attivata perchè Eren Keskin non sia imprigionata a causa delle critiche mosse verso contro lo Stato turco (https://www.amnesty.org/fr/get-involved/take-action/w4r-turkey-eren-keskin/).

Eren Keskin è tra le dieci persone inserite nella campagna di Amnesty International 2016 «  10 giorni per firmare ». 

Firmate la petizione: https://write.amnestyusa.org/cases/eren-keskin/.

Eren Keskin è sostenuta da altre ONG (tra cui Frontline Defenders, IDHAE).

Situazione degli avvocati in Turchia:

Dopo il tentativo del Colpo di Stato del luglio del 2015 in Turchia è stato dichiarato lo stato di emergenza e nel paese si sta attuando un dura repressione nei confronti dell’opposizione da parte dell’attuale governo. Qualsiasi forma di opinione dissidente viene sospettata di sostenere i golpisti e per questo motivo incriminata. I giornalisti e gli avvocati sono particolarmente soggetti alla “legge dei sospetti” e sono oggetto di gravi violazioni dei diritti fondamentali: minacce e arresti arbitrari sono ormai molto frequenti.

L’Osservatorio internazionale degli Avvocati in pericolo denuncia con fermezza le violazioni messe in opera dalle autorità turche nei confronti degli avvocati, spesso accusati dalle autorità pubbliche di sedizione o di appartenete ad organizzazioni terroristiche per il semplice fatto di difendere – legalmente e legittimamente – dei clienti accusati per gli stessi reati.

Questa situazione così grave ha spinto l’Osservatorio a partecipare a diverse udienze nell’ambito di processi intentati nei confronti di diversi avvocati turchi, al fine di ricordare che la comunità internazionale degli avvocati non lascia cadere nell’oblio le violazioni del diritto alla difesa.

L’Osservatorio richiama le autorità turche affinché Eren Keskin resti libera e alla mobilitazione internazionale contro la violazione dei principi dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali.

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