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Equo Compenso - PREMESSA

Premessa.

Il Consiglio Nazionale Forense - nella ferma convinzione che la corresponsione del compenso professionale debba essere proporzionato alla quantità e alla qualità della prestazione resa, tenendo conto della natura, del contenuto  e delle caratteristiche dell’attività legale effettivamente e concretamente svolta nonché della coerenza con i compensi  previsti  dal  D.M. del 10 marzo 2014, n. 55 - ha condotto  un lungo ed articolato lavoro di analisi che ha riguardato i testi di numerose convenzioni, da una parte, e la legislazione attualmente vigente in materia di equo compenso e di clausole abusive, dall’altra.

Vista la previsione di cui all'articolo 36, primo comma, della Costituzione, il Consiglio ha quindi teso a promuovere l'equità del compenso degli avvocati iscritti all'Albo nei rapporti contrattuali con imprese, o nei rapporti contrattuali con professionisti, società tra professionisti, e con enti pubblici, anche in riferimento all’art. 23 della legge 247 del 2012, n. 247 recante "Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense".