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L'Hotel Imperial di Sousse riaperto da 350 avvocati italiani

L'Hotel Imperial di Sousse riaperto da 350 avvocati italiani

Trecentocinquanta avvocati italiani hanno reso possibile la riapertura dell’Hotel Imperial di Sousse, il resort che il 26 giugno 2015 fu teatro di un  vile attacco terroristico in cui vennero barbaramente uccise 39 persone, mentre si trovavano in spiaggia. Si è conclusa oggi la quattro giorni organizzata dal Consiglio nazionale forense italiano e dell’Ordine nazionale degli avvocati tunisini nella località del Paese nordafricano: un evento internazionale che ha riconsegnato la struttura di Sousse al circuito del turismo internazionale, ma che ha consentito soprattutto di trasmettere al mondo un grande messaggio di coesione e solidarietà contro il terrore. L’evento, denominato “Progetto Imperial”, si è incentrato attorno a due momenti cruciali: il convegno internazionale organizzato nell’Hotel di Sousse venerdì scorso, dal titolo “L’avvocatura italiana e l’avvocatura tunisina sostengono la democrazia e la pace”, e il “tuffo collettivo” di ieri, sabato, da quella stessa spiaggia dove si consumò

l’assalto di due anni fa e che ha coinvolto centinaia di avvocati non solo italiani e tunisino, ma anche francesi, spagnoli e di altri Paesi europei.

“Il Santo Padre Francesco rivolge il suo personale e cordiale saluto esprimendo apprezzamento per l’iniziativa, volta a riflettere, incoraggiare e sostenere ogni sforzo per una più duratura, instancabile ricerca della pace”, si legge nel telegramma  inviato ieri dal segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin.

Lotta al terrorismo, rispetto dei diritti fondamentali e dello stato di diritto e ruolo della donna nel Mediterraneo sono state le tematiche affrontate nelle due sessioni del convegno di venerdì, in una giornata conclusasi con una sobria quanto partecipata cerimonia di commemorazione delle vittime. L’iniziativa e’ stata  insignita della medaglia di rappresentanza da parte della Presidenza della Repubblica italiana. Alla cerimonia di apertura ha preso parte il ministro della Giustizia tunisino, Ghazi Jeribi, che ha sottolineato come “cultura e sviluppo economico siano indispensabili per prevenire efficacemente il fenomeno terroristico”.

Alle due tavole rotonde hanno preso parte le più importanti associazioni forensi italiane: Unione Camere penali, Unione Camere civili, Associazione italiana giovani avvocati, Associazione nazionale forense, Unione italiana forense e Osservatorio per la giustizia. Sono intervenuti anche  la sottosegretaria ai Beni culturali e al Turismo Dorina Bianchi e l’Ambasciatore d’Italia in Tunisia Raimondo de Cardona: “È un’iniziativa simbolica dal grande significato”, ha sottolineato l’onorevole Bianchi. 

 “Sono fiero di essere qui come avvocato italiano”, ha detto l’avvocato Francesco Caia,  coordinatore della Commissione Diritti umani del Consiglio Nazionale Forense, che ha organizzato l’ evento da parte italiana.


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