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Terrorismo, protocollo d’intesa tra Nessuno tocchi Caino e Cnf per contenere la pena di morte

Terrorismo, protocollo d’intesa tra Nessuno tocchi Caino e Cnf per contenere la pena di morte

«Contenere la pena di morte in tempo di guerra al terrorismo in Egitto, Somalia e Tunisia». È l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato oggi da Nessuno tocchi Caino e dal Consiglio nazionale forense, organo di rappresentanza istituzionale dell’avvocatura. Un progetto mirato, che punta a ottenere l’osservanza più rigorosa e ampia possibile di tutte le norme e degli standard del diritto internazionale in modo che nei tre Paesi in questione le esecuzioni capitali possano ridursi al minimo, anche in una fase di feroce offensiva del terrore. Il protocollo è stato firmato questa mattina nella sede del Consiglio nazionale forense dal segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D’Elia e dal presidente del Cnf Andrea Mascherin. «Contenere la pena di morte in tempo di guerra al terrorismo in Egitto, Somalia e Tunisia» è innanzitutto il nome di un progetto approvato e sostenuto dalla Commissione europea, nell’ambito del quale Nessuno tocchi Caino è l’organizzazione capofila. Nell’attuarlo, il soggetto che è anche parte integrante del Partito radicale nonviolento transnazionale transpartito potrà dunque contare sul supporto attivo dell’avvocatura. All’atto della firma, avvenuta dinanzi al plenum del Cnf, è stata la tesoriera di Nessuno tocchi Caino Elisabetta Zamparutti a spiegare che «il contributo del Cnf è assolutamente prezioso e necessario:  sia perché consentirà di attivare delle relazioni strutturate con gli organismi dell’avvocatura nei tre Paesi in questione, sia perché il progetto consisterà, in concreto, nell’organizzare in questi Paesi dei veri e propri training condotti anche dagli avvocati italiani e rivolti a tutti i soggetti in grado di contribuire a promuovere l’osservanza del diritto e a contenere così le esecuzioni capitali. I soggetti sono i parlamentari, i magistrati, gli agenti penitenziari e naturalmente gli stessi avvocati di quei Paesi». «Si tratta di una battaglia che ci vede pienamente e orgogliosamente coinvolti», ha detto il presidente del Cnf Mascherin, «non a caso sono stati proprio gli avvocati ad assumere storicamente per primi l’impegno non solo a limitare ma per la assoluta abolizione della pena di morte. Questa intesa è straordinaria», ha proseguito Mascherin, «come di straordinario valore è la battaglia condotta in questo campo da Nessuno tocchi Caino e dai radicali. La strada segnata da Marco Pannella si realizza anche in progetti come questo, e a Pannella noi avvocati vogliamo bene. Il Cnf guarda all’obiettivo ultimo dell’abolizione, rispetto al quale questo progetto di contenere le esecuzioni nei tre Paesi non può che essere un passaggio». In proposito D’Elia ha spiegato come «il nostro progetto per ‘contenere’ la pena di morte in Tunisia, Egitto e Somalia ha incontrato il pieno consenso e il conseguente sostegno della Commissione europea proprio perché immediatamente attuabile, rispetto all’aspirazione imprescindibile ma dal contenuto innanzitutto ideale ad abolire del tutto le esecuzioni. Questo impegno», ha aggiunto D’Elia, «è coerente con gli obiettivi ultimi della moratoria e infine dell’abolizione, in quanto metodo per raggiungerli e obiettivo intermedio. È un metodo anche perché consente di far maturare, innanzitutto nei tre Paesi interessati, quella consapevolezza che può poi creare il terreno per favorire l’effettiva scomparsa della pena capitale». Alla firma del protocollo d’intesa sono intervenuti anche Laura Hart, componente del Consiglio direttivo di Nessuno tocchi Caino e rappresentante del Partito radicale presso l’Onu, e Francesco Caia, coordinatore della Commissione Diritti umani del Cnf. Proprio con l’avvocato Caia, immediatamente dopo la firma, i rappresentanti di Nessuno tocchi Caino hanno avviato la definizione dei passi in cui si realizzerà l’impegno dell’avvocatura nell’ambito del progetto.

 


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