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Incontro sul linguaggio dell'odio in rete con Boldrini, Boschi, Orlando - Il primo G7 dell'avvocatura

Incontro sul linguaggio dell'odio in rete con Boldrini, Boschi, Orlando - Il primo G7 dell'avvocatura

L’incontro tra le avvocature dei Paesi del G7 promosso dal Consiglio nazionale forense italiano, e che si svolge sotto gli auspici della Presidenza italiana del G7, rappresenta in sé un evento di notevole rilevanza. È infatti la prima volta che le avvocature dei sette Paesi cooperano tutte insieme e così strettamente, seguendo un metodo basato sulla più assoluta collaborazione.

Si è partiti infatti dalla condivisione dei dati e delle analisi sulle rispettive situazioni nazionali per poi mettere a punto, attraverso una serie di incontri sviluppatasi per mesi, l’elaborazione di alcune linee guida nella ricerca di soluzioni efficaci per un problema qual è quello dell’incitamento all’odio nel web, che per sua stessa natura può essere affrontato solo a livello internazionale.

Le sette avvocature concordano nell’individuare la comunicazione come elemento eminente e più di ogni altro centrale nello sviluppo della società, della cultura dei cittadini e della formazione della mentalità comune. Ciò rende imprescindibile la definizione di strumenti atti a sanzionare la diffusione di messaggi di odio, razzismo e intolleranza su Internet, ma anche, e anzi soprattutto, la ricerca di percorsi formativi e di “educazione alla legalità” capaci di esercitare la necessaria prevenzione, unico mezzo in grado di affrontare il problema alla radice ostacolando l’insorgenza di quei messaggi d’odio.

Non sfugge tuttavia alle avvocature dei Paesi del G7 l’estrema delicatezza del problema. Bisogna infatti garantire e tutelare la privacy e la dignità degli individui, impedire il diffondersi e il proliferare del linguaggio d’odio, senza tuttavia ledere le libertà fondamentali di parola, pensiero ed espressione. Si tratta di un crinale stretto e scivoloso nel quale gli avvocati, in quanto presidio dei diritti sia sociali che individuali, possono e devono esercitare un ruolo fondamentale, nel quadro di quel crescente impegno pubblico e sociale delle professioni richiesto dall’assetto sociale contemporaneo.

Proprio perché l’impegno delle professioni e l’esercizio della tutela dei diritti da parte dell’avvocatura deve non sostituirsi ma dialogare e cooperare con la politica, nel corso dell’incontro internazionale di Roma non solo interverranno i rappresentanti ai massimi livelli delle avvocature e gli operatori del diritto dei Paesi del G7 ma anche rappresentanti delle istituzioni italiane, come la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e lo Sherpa G7/G20 del presidente del Consiglio Raffaele Trombetta, il vicepresidente della Corte costituzionale Giorgio Lattanzi, la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il primo presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio e il Garante per la Privacy Antonello Soro.

È infatti ferma intenzione delle sette avvocature non solo proseguire il lavoro comune affermando sempre di più il ruolo di responsabilità sociale degli avvocati nei Paesi del G7 ma anche intensificare il confronto e la cooperazione con la politica e le istituzioni, nella ricerca comune di percorsi che siano in grado di rispondere alla necessità di sicurezza e tutela senza per questo incrinare i diritti fondamentali sanciti anche dalla nostra Costituzione.


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