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OIAD - comunicato Cina

Forte repressione contro gli avvocati difensori dei diritti umani nella Repubblica popolare cinese

Comunicato dell’Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo (OIAD)

 

Forte repressione contro gli avvocati difensori dei diritti umani nella Repubblica popolare cinese

 

                                                                                                                                                                      Martedì 16 agosto 2016

 

L’Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo esprime la sua profonda indignazione per la grave sentenza pronunciata nei confronti di alcuni avvocati e giuristi difensori dei diritti dell’uomo nella Repubblica popolare cinese.

L’OIAD denuncia fermamente i processi attraverso i quali le autorità cinesi hanno costretto diversi avvocati a dichiararsi colpevoli dei reati per cui sono stati accusati, utilizzando spesso lo strumento delle minacce e delle pressioni nei confronti delle loro famiglie.

I processi, che si sono svolti durante le prime settimane di agosto possono essere inquadrati nella più vasta operazione di repressione messa in atto dalle autorità cinesi a partire dal 2015 contro avvocati e militanti che si battono a difesa dei diritti umani   Le operazioni di polizia, conosciute come “le repressioni 709” hanno portato all’arresto di più di 200 avvocati, giuristi e attivisti difensori dei diritti umani, tra cui diversi collaboratori dello studio legale Fengrui.

Se la maggioranza degli avvocati e militanti sono stati rilasciati poco dopo il loro arresto, circa venti di loro sono rimasti in prigione per diversi mesi, alcuni fino ad oggi. Gli avvocati sono stati messi in stato di accusa molto tardivamente e i processi si sono svolti in flagrante violazione dei diritti della difesa.

Le numerose informazioni di cui dispone l’OIAD indicano che molti diritti fondamentali sono stati violati durante i procedimenti adottati contro gli avvocati e i militanti: sono stati detenuti in luoghi segreti per diversi mesi senza accuse formali, a molti di loro è stato negato il diritto di avvalersi dell’assistenza legale che gli era stata assegnata, molti avvocati non hanno potuto esaminare i dossier relativi ai loro clienti ed è stato vietato ai detenuti qualsiasi contatto con i loro parenti.

L’OIAD denuncia fermamene le gravi violazioni dei principi fondamentali su cui si basano l’equo  processo e i diritti della difesa e ricorda che tali principi si fondano sui “Principi di base sul ruolo degli ordini forensi” adottati dalle Nazioni Unite all’Havana nel 1990, il testo fondamentale delle garanzie minime dei diritti garantiti in uno Stato di diritto:

  1. Ogni persona ha diritto ad avere l'assistenza di un difensore di sua scelta per la propria difesa e per far valere i propri diritti in qualunque fase del processo penale.
  2. Ogni persona, arresta o detenuta o accusata di un crimine o di un delitto, deve essere informata dall’autorità competente del suo diritto di essere assistita da un avvocato di sua scelta.

  8. Ogni persona, arresta detenuta o imprigionata ha diritto alla visita di un avvocato, di intrattenersi con lui e di consultarlo senza alcun                 ritardo e  senza alcuna censura o interferenza da parte delle autorità e di disporre di tutto il tempo necessario e i mezzi per poter ottenere       questo risultato. Gli incontri possono essere monitorati ma non ascoltati dai responsabili addetti.

  1.  E’ obbligo delle autorità competenti assicurare agli avvocati l’accesso a tutte le informazioni, i dossier e i documenti in loro possesso e garantire il tempo necessario di consultazione perché questi possano fornire un’assistenza legale adeguata ai loro clienti.. L’ accesso agli atti deve essere garantito senza alcun ritardo.

L’Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo manifesta la sua profonda indignazione anche per i processi che si sono svolti nelle ultime settimane e per le pene estremamente severe che sono state applicate nei confronti di alcuni avvocati.

L’OIAD teme per le sorti dell’avvocato Wang YU, che avrebbe dovuto essere liberata su cauzione ma che né i suoi avvocati né i suoi parenti hanno potuto contattare fino ad ora, così come per la giovane giurista di 24 anni, Zhao WEI, scomparsa dopo che era stata annunciata la sua liberazione il 7 luglio scorso. Wang YU aveva rilasciato, sotto pressione del regime, una confessione pubblica in cui ammetteva di aver denunciato l’impegno per la difesa dei diritti umani di alcuni suoi colleghi. C’è da sottolineare che Pechino ha esercitato forti pressioni sulla sua famiglia mettendo i figli ed i genitori sotto alta sorveglianza da parte della polizia ed arrestando il marito per “incitazione alla sovversione nei confronti dello Stato”.

L’OIAD esprime anche la sua solidarietà per il fondatore e direttore dello studio legale Frengui di Pechino, Zhou Shifeng, condannato a 7 anni di prigione il 4 agosto 2016, a seguito di un processo che l’ha visto colpevole di “sovversione ai danni dello Stato”. Le prove contro di lui testimoniavano la sua attività in favore dei diritti umani, che il suo studio non ha smesso di difendere.  Zhou Shifeng aveva annunciato inoltre, poco prima del suo arresto, la creazione di una Fondazione di avvocati della difesa in Cina per sostenere le famiglie degli avvocati perseguitati nel paese.

Due altri avvocati dello studio Frengui, Wang Quanzhang e Li Shuyung, sono ancora in attesa di giudizio per “sovversione ai danni dello Stato” e sono attualmente detenuti. Zhai Yanmin e Hu Shigenm, due militanti per i diritti umani sono stati condannati rispettivamente a tre anni di prigione con sospensione e sette anni e mezzo.

L’OIAD si appella a tutti gli avvocati, Ordini e Organizzazioni forensi perché esprimano la propria solidarietà agli avvocati e ai militanti cinesi che lottano per la tutela dei diritti umani e a protestare contro le misure di repressione arbitrarie e intollerabili adottate in Cina, diffondendo il comunicato tra le autorità competenti e l’opinione pubblica.

L’OIAD si appella alle autorità cinesi affinché siano rispettate le garanzie fondamentali dell’equo processo e i diritti della difesa abbandonando tutti i procedimenti che si fondano esclusivamente sulle attività in favore dei diritti civili e politici assimilati abusivamente al concetto di “sovversione ai  danni dello Stato”.

L’OIAD sottolinea di nuovo i dettami contenuti nei “ Principi di base sul ruolo degli ordini forensi delle Nazioni Unite” ed in particolare:

16. Gli avvocati a) devono poter esercitare la loro professione senza ostacoli, intimidazioni, molestie ed ingerenza alcuna da parte delle autorità pubbliche; b) possono viaggiare e incontrare i loro clienti liberamente, nel proprio paese come all’estero; e c) Non devono essere  minacciatidi divenire oggetto   di procedimenti o di sanzioni economiche o di altra natura per tutte le azioni intraprese nell’esercizio delle loro funzioni norme professionali riconosciute dal codice deontologico.

18. Gli avvocati non devono essere assimilati ai loro clienti o alle cause dei loro clienti a causa dell’esercizio delle loro funzioni.

23. Gli avvocati, come tutti gli altri cittadini, devono poter usufruire della libertà d’espressione, di credo, d’associazione e di riunione. In particolare, hanno il diritto di partecipare a discussioni pubbliche sul diritto, l’amministrazione della giustizia, la promozione e la tutela dei diritti umani e di aderire ad associazioni locali, nazionali o internazionali - o di costituirne delle nuove - e di partecipare alle riunioni senza essere soggetti a restrizioni professionali a causa delle loro attività o dell’adesione ad organizzazioni legali. Nell’esercizio dei propri diritti gli avvocati devono avere un comportamento conforme alla legge e alle norme riconosciute dal codice deontologico.

 

 

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