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OIAD - comunicato Turchia

Arresto avvocati turchi

COMUNICATO DELL’OSSERVATORIO INTERNAZIONALE DEGLI AVVOCATI IN PERICOLO (OIAD)

 

                                                                                                    

 

L’Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo apprende con costernazione ed inquietudine dell’arresto di diversi avvocati turchi ad Antalya, avvenuti l’8 e 9 settembre 2016.

L’8 settembre sono stati arrestati 25 avvocati su mandato del Procuratore della Repubblica.

Tra loro Münip Ermiş, Vice – Presidente dell’Associazione dei Giuristi progressisti (ÇHD) che è stato arrestato la mattina dell’8 settembre ed un membro del Consiglio dell’Ordine degli avvocati d’Antalya, Lider Tanrıkulu. Inoltre alcune abitazioni e studi di avvocati sono stati perquisiti.

Il 9 settembre, un gruppo di avvocati che tentavano di leggere un comunicato stampa di fronte al Palazzo di giustizia d’Izmir, per la liberazione di Münip Ermi e dei suoi colleghi sono stati fermatiti dalla polizia e liberati il giorno dopo.

Oggi, Münip Ermiş e Lider Tanrıkulu sono stati liberati e messi sotto sorveglianza giudiziaria con obbligo di non lasciare la Turchia ma altri sette avvocati sono ancora detenuti, accusati di far parte del movimento FETO, sospettato di aver messo in atto il colpo di Stato del 15 luglio scorso.

La liberazione degli avvocati turchi è stata una conseguenza della protesta dei membri dell’Associazione che hanno organizzato l’11 settembre un sit-in davanti al tribunale di Antalya per la liberazione di Münip Ermiş.

L’Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo ricorda che la Turchia, come candidata all’adesione all’Unione Europea, si è impegnata a rispettare integralmente i Patti di Copenaghen, che includono l’inviolabilità dello Stato di diritto e dei diritti umani.

Per questo motivo l’Osservatorio denuncia con forza, questo attentato alla libertà di espressione  e gli arresti di massa degli avvocati.

Ricorda inoltre che gli artt. 16, 17 e 18 dei “Principi di base sul ruolo degli ordini forensi delle Nazioni Unite”, adottati all’ Havana dalle Nazioni Unite nel 1990 prevedono che:

 

16. Gli avvocati a) devono poter esercitare la loro professione senza ostacoli, intimidazioni, molestie ed ingerenza alcuna da parte delle autorità pubbliche; b) possono viaggiare e incontrare i loro clienti liberamente, nel proprio paese come all’estero; e c) Non devono essere  minacciatidi divenire oggetto   di procedimenti o di sanzioni economiche o di altra natura per tutte le azioni intraprese nell’esercizio delle loro funzioni norme professionali riconosciute dal codice deontologico.

17. In caso di minaccia per la sicurezza degli avvocati nell’eserzio della loro professione, le autorità competenti devo proteggerli con tutti i mezzi possibili.

18. Gli avvocati non devono essere assimilati ai loro clienti o alle cause dei loro clienti a causa dell’esercizio delle loro funzioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

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