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OIAD - comunicato Cina

La repressione contro gli avvocati difensori dei diritti dell’uomo continua nella Repubblica Popolare Cinese

 

 

La repressione contro gli avvocati difensori dei diritti dell’uomo continua nella Repubblica Popolare Cinese

 

L’Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo continua la sua battaglia per la difesa degli avvocati minacciati dalle autorità locali in Cina a causa dell’esercizio della professione in favore dei diritti umani e delle libertà civili e politiche.

Sull’onda delle repressioni dell’estate del 2015, che ha portato all’arresto di più di 200 avvocati e giuristi in Cina e dei processi che ne sono seguiti, conclusi con delle forti condanne e con lo scandalo di confessioni estorte sotto minaccia - come ha testimoniato il dossier redatto dal China Human rights Lawyers Group - la situazione degli avvocati cinesi, che lottano per la difesa dei diritti umani non è assolutamente migliorata e scatena l’indignazione degli avvocati della comunità internazionale di fronte a ciò che l’avvocato cinese Teng Biao, in esilio negli Stati Uniti, ha definito “La peggiore repressione dopo Tienanmen”.

L’OIAD si mobilita, accanto a diversi Ordini ed Organizzazioni che si occupano della difesa dei diritti umani, per denunciare l’attacco intollerabile ai principi essenziali dello Stato di diritto e ai diritti fondamentali degli avvocati cinesi. Comunicati ufficiali di protesta sono stati inviati e diffusi ampiamente. Le autorità francesi hanno diffuso il più possibile le notizie relative alle terribili misure di repressione adottate nel paese, soprattutto in previsione del G20 che si è tenuto in Cina il 4 e 5 settembre scorso.

La forte mobilitazione internazionale ha consentito da una parte di mostrare ai colleghi cinesi il sostegno della comunità internazionale e dall’altra di tentare di convincere le autorità cinesi perchè smettano di violare impunemente i diritti dei difensori della libertà.

La mobilitazione deve dunque proseguire e diventare sempre più forte.

Il 12 settembre 2016, l’avvocato Xia Lin, accusato di frode dalle autorità, è stato condannato a 12 anni di reclusione, la pena più severa pronunciata fino ad oggi nell’ambito della nuova ondata di repressione.  L’avvocato, molto conosciuto e stimato, difensore dei diritti umani ha partecipato in passato alla difesa dell’artista dissidente, Ai Weiwei.

L’avvocato Zhang Kai è stato arrestato una prima volta nell’agosto del 2015 per “minaccia al segreto di Stato” e “partecipazione ad una manifestazione sovversiva dell’ordine pubblico”, mentre in realtà stava esercitando la professione in piena legalità; L’avvocato è rimasto confinato in una prigione segreta per 6 mesi fino al processo che si è tenuto nel febbraio del 2016 durante il quale è stato dichiarato pubblicamente colpevole ed è stato infine rilasciato nel marzo dello stesso anno. All’inizio di settembre è stato nuovamente arrestato con le stesse accuse.

L’avvocato Xie Yanyi, arrestato nel 2015, è ancora in attesa di processo per “sovversione ai danni dello Stato”, nel quadro di un sistema collaudato dalle autorità cinesi, che si basa sulla detenzione segreta, senza che i cari dell’accusato possano incontrarlo ed esercitando pressioni sulla famiglia, costringendo in particolare i proprietari delle loro case a cancellare i contratti di locazione e costringendoli quindi a trasferirsi.

Molti avvocati, inoltre, sono spesso vittime di aggressioni fisiche da parte di persone non identificate ma nel quadro di affari che implicano il più delle volte interessi dello Stato. Uno degli ultimi casi - riportato dall’International Association of Peopl’s Lawyers (IAPL) e dal suo comitato di sorveglianza sugli attacchi contro gli avvocati - è quello dell’avvocato Yang Zaiming, aggredito il 31 agosto 2016, in piena consultazione con un suo cliente, nell’ambito di una causa di espropriazione di circa 5.000 persone - abitanti della città di Jinan - in una zona destinata ad essere demolita per costruire un centro commerciale. Alcuni aggressori sono stati identificati tra gli impiegati della ditta di demolizione a cui le autorità avevano dato il lavoro in appalto.

La lista degli avvocati che, in Cina, subiscono ancora l’implacabile repressione del potere è ancora molto lunga e tutto questo solo voler esercitare la professione liberamente e difendere i diritti dei loro concittadini.  

L’Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo intende continuare a monitorare la situazione degli avvocati minacciati in Cina e richiama le autorità cinesi affinché abbia fine la repressione nel paese, non degna di un Stato di diritto.

L’OIAD fa appello alla comunità internazionale perché reagisca fermamente per far terminare le intollerabili violazioni dei diritti umani nel paese. 

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