Diritti LGBTQI+, presentato a ministra Bonetti progetto CNF su inclusivita’


Roma, 6 novembre 2020 - È stato presentato online questa mattina, alla presenza della ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, il progetto curato dalla Commissione diritti umani del Cnf sull’inclusività delle persone a rischio di discriminazione per motivi di orientamento sessuale, identità di genere e razziali.  Il progetto si articolerà in un corso di 20 ore su 10 giornate indirizzato ad avvocate e avvocati e focalizzato sulla condizione delle persone LGBTIQ+ e di origine etnica diversa da quella della maggioranza.
“L’avvocatura - ha affermato la ministra Bonetti nel suo intervento - rappresenta oggi un presidio chiamato ad un’assunzione di responsabilità ancora più forte perché svolge un ruolo protagonista nella tutela di ogni cittadina e cittadino, con una duplice veste: non solo di difesa ma anche di promozione dei diritti. Oggi dobbiamo affermare un diritto che, nell’ambito di una comunità costituita, colga la dignità di ciascuno all’interno di una dimensione di tutela delle diversità”. 
Per la presidente facente funzioni del Consiglio nazionale forense, Maria Masi, “il corso del Cnf è la prima esperienza di attività integrata, in questo caso con riferimento ai diritti umani, sul tema delle pari opportunità intese nell’accezione più ampia possibile”.
 “Il tema dell’inclusione – ha aggiunto la presidente del Cnf - è da considerarsi imperativo categorico nell’assolvimento della funzione sociale della avvocatura, ancora di più in questo periodo, unico nella sua drammaticità, in cui il rischio di affievolimento dei diritti soggettivi è maggiore. L’applicazione di politiche di inclusività e non solo di contrasto delle discriminazioni, rappresenta oggi una attenzione concreta alle categorie di soggetti che, più di altri, rischiano l’emarginazione nella società e nelle relazioni professionali”.
“Il progetto – ha spiegato il consigliere Cnf Francesco Caia - si propone di rispondere alla necessità di rendere il più condivisa possibile, in capo a avvocate e avvocati, la conoscenza delle pratiche di inclusione a favore dei soggetti a rischio di discriminazione e delle norme di diritto antidiscriminatorio esistenti poste a tutela delle medesime categorie a rischio”.
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