Giustizia, CNF: “Ddl penale rischia di tradire il diritto di difesa”

Roma, 7 ottobre 2020 - “Il disegno di legge di iniziativa governativa sulla riforma del processo penale affronta in maniera frammentaria e a ‘macchia d’olio’ la novella di istituti di diritto processuale che impattano fortemente sul sistema garantistico e sui diritti di difesa dei soggetti che a diverso e vario titolo sono coinvolti nel processo penale”. 

È quanto ha rilevato l’avvocato Giovanna Ollà, componente del Consiglio nazionale forense, in audizione oggi pomeriggio in commissione Giustizia alla Camera sul ddl penale.

“Una riforma del processo penale - ha sostenuto la consigliera Cnf Ollà - non può prescindere dal porre al centro della sua attenzione la figura dell’indagato e di conseguenza regolare la giusta pretesa punitiva dello Stato ai principi costituzionali posti a presidio del giusto processo, di presunzione di non colpevolezza e della stessa funzione rieducativa della pena. principi fondamentali che il ddl di iniziativa governativa pare relegare a rango accessorio e subordinato”. 

“Il Consiglio nazionale forense esprime forti perplessità – ha aggiunto l’avvocato Ollà - per il forte squilibrio fra l’interesse dello Stato alla celebrazione dei processi in tempi celeri e rigorosamente definiti, e l’esigenza del cittadino coinvolto nel processo che deve essere imprescindibilmente governato dai principi costituzionali sopra richiamati”. 

“Il rilievo che un processo celere venga celebrato nel rispetto delle garanzie – ha concluso la consigliera del Cnf - deve trovare realizzazione solo attraverso un massiccio intervento sugli organici della magistratura, del personale di cancelleria, su una adeguata distribuzione delle risorse e su una corretta ‘ristrutturazione’ dell’edilizia giudiziaria, e non essere rimesso a provvedimenti organizzativi dei dirigenti degli uffici o alla individuazione di criteri di priorità nella trattazione degli affari penali demandata a soggetti esterni alla cornice legislativa di fonte primaria”.

 

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