Coronavirus: sinergia CSM-CNF su linee guida per giudici


Ridurre al minimo i contatti personali e ricorrere il più possibile al lavoro agile e a sistemi di videoconferenze e call conference, tenendo conto che per le udienze indifferibili alcuni adempimenti richiedono comunque la presenza di personale amministrativo. Sono le direttrici lungo le quali si muovono le linee guida agli uffici giudiziari approvate dal Csm per contrastare l’emergenza coronavirus. “Abbiamo lavorato in sinergia con il Consiglio nazionale forense – dice il vicepresidente del Csm David Ermini – cercando un equilibrio tra due esigenze: da un lato la sospensione e il rinvio dell’attività processuale per azzerare il rischio contagio, dall’altro la neutralizzazione degli effetti negativi sulla tutela dei diritti”.

Nella delibera, frutto del tavolo di concertazione che Csm e Cnf hanno istituito con la partecipazione della Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati di via Arenula, sono stati infatti messi a punto protocolli operativi con lo scopo di fornire una cornice unitaria alla regolamentazione degli uffici giudiziari per lo svolgimento delle udienze civili e penali, nel periodo di emergenza da epidemia Covid-19, nelle due fasi individuate: quella in corso, fino al 15 aprile, e la seconda fase dal 15 aprile al 30 giugno 2020. “Le linee guida e le proposte di protocollo – afferma la presidente facente funzioni del Cnf, Maria Masi – hanno lo scopo di fornire dove possibile unicità di sistema e consentono la ripresa dell’attività giudiziaria e professionale a garanzia dei diritti che esigono tutela”.

I protocolli, in sintesi, segnalano le modalità di rinvio fuori udienza e di svolgimento delle udienze civili e penali, nonché delle relative camere di consiglio, mediante collegamenti da remoto e incentivano la trasmissione degli atti urgenti per via telematica. Oltre a raccomandazioni sull’organizzazione dei servizi (predisposizione di turni per quelli indifferibili) e per gli uffici in particolare difficoltà, le linee guida – in vista della seconda fase di metà aprile – invitano i dirigenti a programmare tempestivamente l’attività, compresa la decisione dei rinvii di udienze, alla luce dell’esigenza prioritaria di contrasto del contagio.

Nello specifico, per quanto riguarda le udienze civili, sono state stabilite le modalità di invito e convocazione delle parti da svolgersi in videoconferenza e tramite trattazione scritta. Quanto a queste ultime, al fine di agevolare la trattazione dei procedimenti costituiti in parte da atti e documenti cartacei e in parte già in formato digitale, è richiesta la collaborazione degli avvocati per l'invio degli atti non attinti dal fascicolo telematico. L’adesione dell'avvocato a questa modalità è assolutamente volontaria, tenuto conto che potrebbe non avere la contestuale disponibilità degli atti e documenti richiesti. 

Nel caso in cui si verificasse questa ipotesi, l'avvocato potrà farne comunicazione al giudice che ha fissato l'udienza, rappresentandogli la propria impossibilità di allegazione, e la causa sarà rinviata ad altra udienza. Il protocollo, vigente per il solo periodo dell’emergenza sanitaria, prevede inoltre la possibilità di comunicare al giudice che la causa può essere differita, perché manca il requisito dell'urgente trattazione.