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L'intervento della presidente del CNF Maria Masi agli Stati Generali delle Professioni

Dl Rilancio, Masi (CNF): “Esclusione avvocati e' scelta ingiustificata e punitiva”

 

“Il decreto Rilancio declina un trattamento differenziato che non tiene conto evidentemente delle difficoltà e delle problematiche rese note dagli avvocati sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria. La scelta di escludere avvocati e professionisti dalle misure di sostegno economico appare, oltre che ingiustificata, a tratti punitiva nei confronti di un settore determinante per l’economia del Paese al pari delle altre realtà produttive”.

È quanto ha dichiarato la presidente facente funzioni del Consiglio nazionale forense, Maria Masi, intervenendo agli Stati Generali delle Professioni Italiane. 

“Ancora una volta gli avvocati, e i professionisti in generale, – ha spiegato la presidente del Cnf – vengono dimenticati ed esclusi dalla possibilità di fruire degli aiuti economici e fiscali finalizzati al sostegno dell'attività, discriminati perché iscritti ad enti di previdenza privati ritenuti, inopinatamente, meno danneggiati dalle conseguenze economiche dell'emergenza sanitaria”. 

“L'avvocatura – ha proseguito il vertice del Consiglio nazionale forense - rischia di uscire da questa crisi ancora più indebolita considerando che non può contare su fondi economici di sostegno all’attività che, ad oggi, è ancora sospesa perché sospesa è la Giustizia. Una mancata ripartenza dell’attività giudiziaria che arreca agli avvocati ulteriori danni mentre gli oneri economici e fiscali a loro carico non sono né sospesi né ridotti. Anzi, sono addirittura aggravati dalla non trascurabile circostanza che i crediti maturati nei confronti dello Stato per effetto dell'esercizio della funzione difensiva non sono liquidati per la cronica insufficienza dei fondi destinati al patrocinio dei cittadini non abbienti”. 

“Si rischia così per la categoria forense – ha concluso Maria Masi – un indebolimento che non può essere tollerato e giustificato anche e soprattutto in considerazione del ruolo sociale assolto dall'avvocatura a favore dei cittadini e dei soggetti fragili”.

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