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Cnf, Ocf, Uncc ai senatori: Con preclusioni e decadenze processo sara' meno equo e celere - CNF News

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02 lug 2021

Cnf, Ocf, Uncc ai senatori: Con preclusioni e decadenze processo sara' meno equo e celere

Cnf, Ocf e Camere civili scrivono ai componenti della Commissione giustizia del Senato

Illustri Senatori,

ci rivolgiamo a Voi in occasione della discussione in corso sul disegno di legge 1662, e sugli emendamenti presentati dal Governo.

Ci sembra doveroso esordire con un ringraziamento alla Sig.ra Ministra della giustizia per gli interventi sulla organizzazione della giustizia civile che, confidiamo, produrranno un effettivo miglioramento.

Nello stesso tempo, però, avvertiamo pure l’obbligo di precisarVi che alcuni emendamenti sulla disciplina del processo non soltanto lo renderanno meno giusto ma, nonostante gli intenti dichiarati, finiranno col rallentarlo.

Ci riferiamo in primo luogo alla introduzione di preclusioni e decadenze, che le Sezioni Unite nel 2015, con la sentenza 12310, hanno affermato essere causa di ritardo del complessivo andamento della giustizia civile.

Anche tutta la Avvocatura si era espressa in questo senso, e ieri la Associazione italiana fra gli Studiosi del processo civile ci ha informato di averVi illustrato, in relazione alla fase introduttiva del giudizio, le stesse perplessità.

Le Sezioni Unite, coloro che studiano il processo, e coloro che in esso ogni giorno difendono i cittadini e i loro diritti, ritengono che inasprire sin dagli atti introduttivi preclusioni e decadenze renderebbe la giustizia meno equa e celere finendo con impantanarla in discussioni interminabili su cosa è consentito e cosa non lo è.

Noi vogliamo una giustizia che sia giusta ed anche veloce: per ottenerla occorre che il confronto processuale si concentri su chi ha ragione e chi ha torto, non sulle regole di procedura o sulla correttezza formale degli atti. Il processo deve essere un mezzo, non un fine.

Tutti noi siamo convinti che, soprattutto in un momento in cui è in pericolo la stessa coesione sociale, nessuno debba rischiare sanzioni per avere chiesto giustizia, oppure di perdere la casa, il lavoro, i figli, i mezzi di sussistenza, per non essere stato abbastanza pronto nel fare valere le sue ragioni, magari poi risultate evidenti.

La certezza del diritto e l’effettività della giurisdizione civile, non si possono dissolvere in ragione di una paventata ma inefficace accelerazione dei tempi processuali.

Certo, dobbiamo superare una pandemia e la crisi che ha determinato e siamo consapevoli che occorra accettare un compromesso tra il dovere dello Stato di garantire la giustizia dei processi, e la richiesta dell’Europa di far loro produrre ricchezza. Diremmo, tra quel che la coscienza esige, e quel che il mondo della finanza impone.

Ma quell’emendamento è controproducente sotto entrambi gli aspetti. Non si tratta di rivedere una valutazione politica ma di porre rimedio a una scelta sbagliata da quello tecnico.

Per questo, ci è parso giusto rivolgerci a Voi, che rappresentate quel popolo in nome del quale la Giustizia è amministrata, nella speranza che vogliate ascoltare l’appello unanime che nasce da Accademia e Avvocatura sulla scorta dell’indicazione delle Sezioni Unite: impedite un errore, le cui conseguenze pagheremmo tutti in modo assai caro.



Download Nota congiunta CNF-OCF-UNCC
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