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9 Ottobre 2014 - Avvocatura e Giustizia, Alpa (CNF): Cooperiamo all’attuazione della riforma della giustizia I diritti delle persone e dei cittadini non diventino “simulacro di carta”. dalla crisi economica si deve uscire più forti

Avvocatura e Giustizia, Alpa (CNF): Cooperiamo all’attuazione della riforma della giustizia I diritti delle persone e dei cittadini non diventino “simulacro di carta”. dalla crisi economica si deve uscire più forti

Venezia. Cooperazione nell’attuazione della riforma della giustizia; ripristino dei presidi di legalità e forme di accesso alla giustizia locale; tutela dei diritti delle persone e dei cittadini, perché essi non diventino “un simulacro di carta”. L’ Avvocatura è già parte della “società del cambiamento”.
Così con la relazione del Presidente del Consiglio Nazionale Forense Guido Alpa, si sono aperti i lavori del XXXII Congresso forense, che si celebra a Venezia fino all’11 ottobre, dal titolo “Oltre il mercato. La nuova avvocatura per la società del cambiamento”.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato al presidente Alpa un telegramma di augurio, nel quale ha sottolineato l’essenzialità della professione forense in uno stato di diritto, la condivisione per il tema congressuale del rafforzamento della professione forense per la migliore tutela dei diritti dei cittadini.

La relazione è stata letta dal vicepresidente Ubaldo Perfetti, per una improvvisa sopravvenienza che ha impedito al presidente di essere a Venezia.
“La cooperazione all’attuazione della riforma della giustizia costituisce ora uno degli impegni più rilevanti, e, come tante volte ha assicurato, siamo pronti a fare, anche se la riforma della c.d. geografia giudiziaria, per i criteri, i tempi, i modi, con i quali è stata avviata non ci ha trovato consenzienti. Vedremo alla luce dei risultati come poter ripristinare i presidi di legalità e le forme di accesso alla giustizia locale perché i cittadini non sino esposti a disagi e possa riguadagnare la fiducia nella giustizia”, sottolinea Alpa. “In un’epoca di crisi endemica della giustizia, la gran parte dell’attività si è concentrata sulla riforma dell’amministrazione dei conflitti. In ogni sede abbiamo offerto un contributo che speriamo si riveli risolutivo verso un sistema di giustizia complementare (non di giustizia “privata”).
Alcune di quelle proposte sono state recepite e sono in corso di attuazione, come la soluzione arbitrale delle controversie pendenti, come la negoziazione assistita, o come la difesa obbligatoria delle parti nel processo di mediazione vincolata Il riferimento è ai nuovi strumenti previsti dal decreto Orlando: negoziazione assistita e arbitrato. Molto c’è da fare per migliorare l’amministrazione della giustizia, ma “certo è che i criteri economici con cui si misurano le scelte, e a cui si ispirano molte regole delle riforme già parzialmente attuate o in corso di attuazione non possono soddisfare i giuristi attenti ai valori non negoziabili o non misurabili con formule di spesa e di risparmio, se vanno a detrimento dei presidi locali, se riducono l’accesso alla giustizia per il costo eccessivo delle cause, se finiscono per privilegiare gli interessi patrimoniali rispetto a quelli extrapatrimoniali. Il costo del rilancio economico non può implicare la rinuncia alla tutela dei diritti fondamentali, in quanto essi non sono negoziabili; né ci può far rinunciare ad una adeguata ponderazione degli interessi in gioco, che tenga nel giusto conto gli interessi economici e li contemperi con quelli che si aggregano intorno alla persona e alle famiglie”.

La relazione ha passato in rassegna tutte le vicende che hanno contrassegnato l’evolversi della professione di avvocato negli ultimi dieci anni e le collegate attività istituzionali del Consiglio. Dieci anni che hanno ridefinito ruoli e funzioni dell’avvocato; a fare da perno del cambiamento la riforma della professione (legge 247/2012), la cui attuazione ha sottolineato Alpa - “ci auguriamo termini entro l’anno”.
La riforma proietta l’Avvocatura nel futuro attribuendole nuovi ruoli, sottolineandone la qualità di professione intellettuale, che può giovarsi di organizzazione societaria di studi ma rimane lontana dalla “imprenditorialità”. Una distinzione questa che “costituisce un baluardo, una forma di difesa del singolo, della categoria, dei clienti, ad evitare conflitti d’interessi e commistioni di ruoli, sottolineandone l’indipendenza e i contenuti etici”.

A conclusione della relazione del presidente, il vicepresidente Perfetti ha ricordato la sentenza della Corte Costituzionale che tre giorni fa ha sottolineato la diversità delle figure di imprenditore e di lavoratore autonomo, stabilendo la illegittimità delle presunzioni fiscali applicate alla seconda. “La motivazione pone una pietra tombale sul trito argomento della supposta sostanziale omogeneità delle figure”, ha evidenziato Perfetti. “ La visione che ha ispirato il legislatore della legge professionale forense è stata confermata al più alto livello e cioè dal giudice delle leggi”. I nuovi istituti che impegneranno l’avvocatura sono “novità da promuovere, con soluzioni rapide ma giuridicamente ben costruite. Occorre un impegno corale di tutte le istituzioni dell’avvocatura – CNF, Ordini e Unioni- delle associazioni perché questo tentativo riesca”. Alcune modifiche sono auspicabili: la introduzione dell’arbitro unico, gli incentivi fiscali, “ma occorre impegnarsi a fondo, con una intensa attività formativa”, ha concluso il vicepresidente Perfetti che ha richiamato l’importanza della pluralità delle anime dell’Avvocatura , che “devono evolversi in una sintesi unitaria quando si tratta di dar voce unica all’Avvocatura”.

Claudia Morelli
Responsabile Comunicazione e rapporti con i Media
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