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19 Settembre 2014 - Riforma del processo penale, Mascherin (CNF): Condivisibili gli obiettivi e alcune previsioni. Ma poiché l’obiettivo dichiarato è la tutela dei diritti di libertà e difesa dei cittadini, alcune norme sono da rivisitare

Riforma del processo penale, Mascherin (CNF): Condivisibili gli obiettivi e alcune previsioni. Ma poiché l’obiettivo dichiarato è la tutela dei diritti di libertà e difesa dei cittadini, alcune norme sono da rivisitare

Venezia. “Il compito dell'Avvocatura nella storia delle democrazie è sempre stato quello di affermare la centralità del cittadino e dei suoi diritti rispetto a qualsiasi potere. Oggi siamo ancora impegnati a fronteggiare chi vuole fare del cittadino uno mezzo al servizio dell’economia e del mercato. Il processo penale più che mai deve rispettare la centralità dei diritti di libertà e più che mai deve assicurare un percorso equo e garantito, ottimizzando risorse e tempi, ma mai e poi mai sacrificando alla velocità le tutele dell'imputato e della parte lesa”.
Il consigliere segretario del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin, è intervenuto oggi all’apertura del Congresso delle Camere penali, che si celebra a Venezia in questi giorni. In questa sede ha anche anticipato la posizione sul tema della riforma del processo penale nel disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 29 agosto scorso, emersa nella commissione per il settore penale (ne fanno parte, oltre Mascherin, i consiglieri nazionali Silverio Sica, Aldo Morlino, Ettore Tacchini).
“L’obiettivo del disegno di legge è quello giusto ed è declinato nella corretta priorità: rafforzare le garanzie difensive e assicurare la ragionevole durata del giusto processo.
Sono dunque apprezzabili tutte quelle modifiche del processo penale che mirano al suo raggiungimento, come la previsione di condotte riparatorie e l’aumento del novero dei reati perseguibili a querela, in caso di offesa a interessi individuali. Apprezzabili anche la disciplina della motivazione, purché non incide sulla facoltà di appello, l’affidamento alle Corti d’appello dell’impugnazione contro i provvedimenti di archiviazione e gli interventi-anche se ancora non sufficienti- sulle intercettazioni e sulla tutela delle conversazioni tra difensore e assistito”, specifica Mascherin.

“Vi sono anche spunti di interesse seppur timidi, da sviluppare”, continua il consigliere segretario CNF.
E’ il caso della disciplina dell’udienza preliminare che, per essere restituita pienamente alla funzione originaria di filtro con la prevista soppressione delle attuali integrazioni investigative e del potere di integrazione probatoria del giudice, dovrebbe esplicitare il “dovere” di quest’ultimo di pronunciare il non luogo a procedere a fronte della incompletezza delle indagini del pm.

“Infine vi sono soluzioni che rischiano di fare male al giusto processo e alla tutela dei diritti”, specifica Mascherin.
L’esame condotto nella commissione penale del CNF ha fatto emergere serie criticità in merito alla riforma del giudizio abbreviato; delle impugnazioni e soprattutto dell’appello (laddove in determinate circostanze potrebbe causare uno squilibrio tra le parti nell’utilizzazione della prova testimoniale ); sempre in tema di impugnazioni, grande attenzione andrà riposta alle limitazioni previste in materia di ricorsi in Cassazione. Altri profili critici riguardano la sentenza di condanna su richiesta dell’imputato (istituto mal congegnato e dunque inappetibile); la prescrizione.

“Se l'obiettivo dichiarato è quello di soddisfare l'esigenza «propria dell'imputato di essere tutelato dall'eventualità di rimanere esposto, senza un limite temporale ragionevole, al procedimento penale» (testualmente la Relazione), sarà difficile convincere i cittadini che - proprio a tal fine - la soluzione migliore sia quella di sospendere la prescrizione, con una corrispondente dilatazione dei tempi entro i quali può addivenirsi ad una decisione definitiva”, ha spiegato Mascherin per il quale è arrivato il momento di un confronto leale ed aperto sulla obbligatorietà dell'azione penale.
“E' un testo su cui il CNF offre la propria collaborazione scevra da pregiudizi ed ideologie al ministro della giustizia , come sempre, per approdare a soluzioni che migliorino l'efficienza di un processo che deve rimanere, ed anzi sempre più deve divenire giusto. I diritti di libertà e di difesa sono una cosa, il PIL è tutt'altra cosa e nulla c'entra e deve c'entrare con i primi”.

Claudia Morelli

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