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CNF SCRIVE A MATTARELLA: “CRISI MAGISTRATURA MINA LA GIURISDIZIONE”

Caos procure, CNF scrive a Mattarella: “Crisi magistratura mina la giurisdizione”

“È il momento di riequilibrare la magistratura rafforzando il ruolo dell’avvocatura in Costituzione”

 

“Egregio Signor Presidente, il Consiglio nazionale forense fa propria la manifestata preoccupazione per la crisi politica e istituzionale, senza precedenti, nella quale si sta dibattendo la magistratura a seguito dei recenti fatti di cronaca. Da lungo tempo, troppo, l’autonomia e l'indipendenza di cui gode la magistratura appaiono vulnerabili ogni qual volta i magistrati risulti coinvolto in situazioni non degne del ruolo e della funzione da loro ricoperti”.

Lo scrive in una lettera, indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il plenum del Consiglio nazionale forense.

“L’attrazione fatale con il potere esecutivo e con quello legislativo – scrive il Cnf - nonché la difficoltà della politica di arginare questo fenomeno, invero unico nelle democrazie occidentali, rischiano di minare le fondamenta del principio della separazione dei poteri, con evidenti danni alla credibilità della Giurisdizione, a scapito della comunità civile ma anche dei magistrati e delle magistrate che, silenziosamente, ogni giorno con abnegazione, compiono il proprio dovere di servitori e servitrici dello Stato e che sono la stragrande maggioranza”.

“Questi sono i giudici che i cittadini meritano - prosegue il Cnf -, questi sono i giudici che l’avvocatura italiana rispetta. Questi sono la pietra d’angolo sulla quale ricostruire un rapporto equilibrato tra Istituzioni. Ed è anche tempo che all’avvocatura italiana, che così tanti sforzi sta compiendo per resistere ai tentativi di avvilire o peggio svilire il ruolo insostituibile della difesa dei diritti, sia riconosciuta costituzionalmente la funzione riequilibratrice delle funzioni e dei poteri”. 

“Signor Presidente della Repubblica, l’avvocatura è pronta a collaborare per la riscrittura delle regole e guarda a Lei con fiducia, schierandosi senza riserva alcuna, ancora una volta e sempre, dalla parte della Costituzione”, conclude l'istituzione dell'avvocatura italiana. 

 

 

Roma, 21 giugno 2020