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Coronavirus, Cnf: "Governo intervenga su Turchia per liberare avvocati detenuti"

Coronavirus, Cnf: "Governo intervenga su Turchia per liberare avvocati detenuti"


“Il governo italiano intervenga, per via diplomatica presso il governo di Ankara, affinché gli avvocati e i prigionieri politici turchi, attualmente ancora ingiustamente detenuti, vengano immediatamente liberati”.
È la richiesta che il Consiglio nazionale forense indirizza al premier Giuseppe Conte e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio per un intervento dell’Italia a favore della scarcerazione degli avvocati turchi, ingiustamente reclusi poiché accusati o condannati a causa del libero esercizio della professione, ed esclusi dal provvedimento di amnistia recentemente promosso in Turchia per ridurre il sovraffollamento carcerario e l’ulteriore propagarsi del virus Covid 19. Secondo l’ultimo rapporto, curato dal Consiglio nazionale forense con l’associazione Arrested Lawyers che si occupa della persecuzione di massa degli avvocati in Turchia, a febbraio 2020 risultano 605 arresti e 345 condanne arbitrarie per un totale di 2145 anni di prigione comminati agli avvocati turchi.
La delibera, approvata dal plenum del Cnf che a gennaio scorso aveva già proclamato il 2020 come l’“Anno dell’avvocato in pericolo nel mondo”, esprime la preoccupazione dell’avvocatura italiana per lo stato di salute dei detenuti turchi che, da settimane, sono in sciopero della fame e rifiutano di assumere gli integratori necessari al mantenimento delle funzioni vitali fino a quando le autorità turche non libereranno tutti gli avvocati reclusi.

Roma, 21 aprile 2020