Il Consiglio Nazionale Forense è l’organismo apicale istituzionale dell’Avvocatura e rappresenta l’intera classe forense.

Giustizia, Cnf: riforme non condivisibili, servono interventi su organizzazione, investimenti e organico - CNF News

null Giustizia, Cnf: riforme non condivisibili, servono interventi su organizzazione, investimenti e organico

14 mag 2021

Giustizia, Cnf: riforme non condivisibili, servono interventi su organizzazione, investimenti e organico

Obiettivo di riduzione tempi non si raggiunge solo con interventi su regole del processo

“Il Consiglio nazionale forense reputa non condivisibile l’approccio alla riforma del processo civile e del processo penale così come deducibile dalle anticipazioni delle proposte di emendamenti del Governo al ddl delega di riforma del processo civile e dalle anticipazioni di stampa per quanto riguarda l’impianto del processo penale. La riforma della giustizia deve mirare ad un nuovo e rinnovato approccio di sistema. L’obiettivo perseguito, ossia la riduzione del 40% dei tempi del processo civile e del 20% di quelli del processo penale, così come richiesto dalla Commissione europea, ammesso che possa considerarsi coerente con i principi invocati dall'Onu nell’Agenda 2030 di sostenibilità e solidità delle istituzioni e di assicurare a tutti l’accesso alla giustizia, non potrà, comunque, raggiungersi se oltre ad intervenire sulle regole del processo non si agisce coraggiosamente anche sull’organizzazione degli uffici giudiziari, sugli investimenti funzionali e sulla carenza di organico di magistrati e personale amministrativo oltre che sull'equa responsabilizzazione di tutti gli operatori, compresi i magistrati”. 

Lo afferma in una nota la presidente facente funzioni del Consiglio nazionale forense Maria Masi, che questa mattina ha presieduto la riunione plenaria del Cnf. 

“I tempi ragionevoli e soprattutto la qualità della giustizia – conclude la presidente del Cnf - non sono perseguibili solo con l'ennesima riforma delle norme di rito in cui, ancora una volta, sono i cittadini a rischiare di pagare il tributo più alto. In nome di una presunta riduzione dei tempi del processo il rischio è quello di sacrificare il diritto di accesso alla giustizia e le garanzie di difesa”.