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Lavoro, CNF: "Con Recovery fund ridurre gli squilibri di genere nel nostro paese" - CNF News

null Lavoro, CNF: "Con Recovery fund ridurre gli squilibri di genere nel nostro paese"

17 mar 2021

Lavoro, CNF: "Con Recovery fund ridurre gli squilibri di genere nel nostro paese"

Mettere a frutto le opportunità date dal Recovery Fund per ridurre gli squilibri di genere attraverso la realizzazione di un piano strategico per lo sviluppo dell'occupazione femminile. Ne hanno discusso questa mattina, in occasione del convegno del Consiglio nazionale forense “Welfare di prossimità: le opportunità del Recovery Fund per le donne”, il ministro del Lavoro Andrea Orlando, la presidente facente funzioni del Cnf Maria Masi e la Consigliera nazionale di Parità Franca Bagni Cipriani.

"La pandemia – ha detto il ministro del Lavoro Andrea Orlando - ha aggravato gli storici squilibri di genere del nostro Paese. Sappiamo bene che sono state le donne, già meno rappresentate nella forza lavoro, a pagare per prime il prezzo della crisi sanitaria che ci affligge, seppur il calo sia stato frenato dal blocco dei licenziamenti”.

"A dicembre 2020 - ha proseguito Orlando - le donne occupate erano 9 milioni e mezzo, mentre gli uomini più di 13 milioni, a fronte di una popolazione a maggioranza femminile. Rispetto all'anno scorso, inoltre, si contano 444.000 persone occupate in meno, di cui 312.000 sono donne: si tratta di un calo del 3,5% per le donne e del 2% per gli uomini. I dati ci mostrano come l'aggravamento del gap non sia solo dovuto alla quantità ma anche alla qualità del lavoro femminile".

Per la presidente del Cnf Masi, “Il Recovery è una occasione imperdibile per le donne, a patto che la parità di genere in ambito lavorativo venga interpretata in modo trasversale e declinata in tutte le missioni del piano del governo italiano, altrimenti il rischio è di proseguire nell’emarginazione della figura femminile e inquadrarla unicamente in contesti lavorativi culturalmente e tradizionalmente consoni e consueti”.

“Il primo obiettivo – prosegue Masi – non deve essere solo quello di ridurre i carichi di lavoro e cura per tutte le donne, dalle lavoratrici dipendenti alle autonome e alle libere professioniste, ma valorizzare la risorsa produttiva che possono esprimere per l’economia del Paese. Ecco perché è importante che le libere professioniste siano tutelate con misure adeguate e supportate nell’esercizio dell’attività”, è la conclusione della presidente del Consiglio nazionale forense.

“In questi mesi – ha spiegato la Consigliera nazionale di Parità Bagni Cipriani – ci sono arrivate dai territori segnalazioni di grande sofferenza, per lo smart working e la crisi dovuta alla pandemia che ha generato una caduta verticale della presenza femminile nel mondo del lavoro. Ora ciò che più ci preoccupa è la ripresa, serve un piano strategico per l’occupazione femminile per uscire da questa staticità lavorativa e per costruire un contributo di competenze, approfondimento e capacita di visione”. 




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