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Saluto della Presidente Cnf al Congresso straordinario Ucpi - CNF News

null Saluto della Presidente Cnf al Congresso straordinario Ucpi

01 ott 2022

Saluto della Presidente Cnf al Congresso straordinario Ucpi

Ringrazio il Presidente Caiazza e l’Unione delle Camere Penali Italiane per l’invito al Congresso Straordinario.
Purtroppo, impegni familiari pregressi mi hanno impedito di essere presente, ma ho ritenuto, anche considerando il particolare lunghissimo momento di difficoltà che la Giustizia sta attraversando, di condividere con Voi una brevissima riflessione e un auspicio.


Il tema del Congresso, che richiama l'attenzione sui devastanti effetti del populismo (fenomeno alimentato certamente dalla crisi economica sociale e soprattutto culturale) anche con riferimento a tutto ciò che attiene alla giustizia e ai diritti, impone necessariamente una preliminare osservazione.
L’Avvocatura, per ruolo e funzione, è oggi realmente in grado di arginare questa deriva? O in qualche modo ne è complice, quando (e accade sempre più di frequente), ignorando proprio il suo ruolo e la sua funzione, alimenta dibattiti in direzione opposta e contraria a quella che dovrebbe essere l'unica direttrice possibile, ovvero la consapevolezza che la democrazia non può considerarsi solo un obiettivo (peraltro non scontato), ma è e deve essere uno strumento necessario (l'unico) ad informare atti e azioni; opinione, questa, di cui gli avvocati sono autori e interpreti.
Non possiamo e non dobbiamo trascurare che i titolari dei diritti che siamo chiamati a difendere in qualsiasi situazione sono persone, ovvero uomini e donne con esigenze di tutela che non possono essere ancorate a logiche informate (o meglio, condizionate) dal consenso popolare.
Consenso popolare che in questi anni è stato sempre più inquinato da sentimenti e stati emotivi “di pancia”, mentre in questi casi dovremmo aspirare alla ragione e ad un sentimento che sia guidato da un approccio empatico, non propagandistico.

Se noi, l'Avvocatura, riusciremo a convincerci che non esiste altro modo per esercitare il nostro ruolo, se non quello di garantire giustizia in senso pieno e non formale, se realizzeremo che non c’è spazio per l'obiezione di coscienza nell'esercizio della nostra infungibile funzione, allora potremmo davvero rappresentare l'unico argine a questa deriva.
L’auspicio, quindi, è che si realizzi finalmente quella unitarietà dell'Avvocatura (che non necessariamente – anzi – debba tradursi in pensiero unico) nella declinazione del nostro essere protagonisti del cambiamento e che nei fatti veda tutti coinvolti e presenti nelle occasioni importanti, come quelle congressuali.
Confido quindi nella Vs. partecipazione al XXXV Congresso Nazionale Forense. 




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