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I Giuristi Democratici, l'Unionedelle Camere Penali Italiane e il Consiglio Nazionale Forense

Aggiungi al calendario 05/04/2019 05/04/2019 Europe/San_Marino Conferenza Stampa "IL PROCESSO ALLO STATO DI DIRITTO" Turchia, le cifre drammatiche della repressione contro gli avvocati Roma , Via del Banco di Santo Spirito n. 42 - Unione Camere Penali false DD/MM/YYYY ayZPkOYVJzAzmRsuKmsK13015

Conferenza Stampa "IL PROCESSO ALLO STATO DI DIRITTO"

Turchia, le cifre drammatiche della repressione contro gli avvocati

Data e luogo
5 aprile 2019
Roma , Via del Banco di Santo Spirito n. 42 - Unione Camere Penali

I Giuristi Democratici , l’Unione delle Camere Penali Italiane e il Consiglio Nazionale Forense
invitano alla
CONFERENZA STAMPA
Venerdì 5 Aprile ore 12:00
Via del Banco di Santo Spirito, 42 ROMA
Presso la sede dell’Unione Camere Penali
“IL PROCESSO ALLO STATO DI DIRITTO”
Turchia, le cifre drammatiche della repressione contro gli avvocati

 

 

Il Processo allo Stato di Diritto: Turchia, le cifre drammatiche della repressione contro gli avvocati
Conferenza stampa
Venerdì 5 Aprile 2019 ore 12:00
Via del Banco di Santo Spirito, 42
Press la sede dell’Unione Camere Penali Italiane
Nel “giorno degli avvocati”, che in Turchia si celebra ogni 5 Aprile, in segno di solidarietà con i colleghi che organizzeranno manifestazioni di protesta in ogni grande città turca, il Consiglio Nazionale Forense, l'Unione Camere Penali Italiane e i Giuristi Democratici denunceranno le cifre drammatiche della repressione contro gli avvocati [secondo i dati più recenti1 274 avvocati sono stati condannati a 1762 anni complessivi di prigione in base all'art. 314 del codice penale turco2, 598 sono stati arrestati e 1546 sono stati messi sotto inchiesta dopo il tentativo di colpo di stato del luglio 2016].
Da ultimo, a Marzo 2019, si è concluso il processo contro i 20 avvocati del CHD, associazione di avvocati progressisti turca, con pene che oscillano da un minimo di 3 anni, 1 mese e 15 giorni ad un massimo di 19 anni per essere stati ritenuti colpevoli proprio ai sensi dell’art 314 del codice penale turco di aver diretto, partecipato o altrimenti favorito una associazione terroristica.
I Giuristi democratici e l’Unione delle Camere Penali Italiane hanno seguito questo procedimento con una propria delegazione di osservatori internazionali, al fine di verificare che gli imputati fossero sottoposti ad un giusto processo secondo gli standard internazionali, regionali e nazionali e per riportare all’attenzione della comunità internazionale le violazioni riscontrate e nel corso della conferenza stampa illustreranno gli esiti della missione di osservazione ed offriranno alla stampa le proprie considerazioni:
Il Processo si è rivelato una esaustiva rappresentazione della dissoluzione dello Stato di Diritto in Turchia, dove il potere esecutivo domina sul potere giudiziario ( prima in forza dello “Stato di emergenza”, ora ratificato dalle modifiche costituzionali prodotte da Erdogan) ed è utilizzato per criminalizzare, punire ed eliminare il dissenso politico.
Gli avvocati imputati in questo processo, la maggior parte dei quali in carcerazione preventiva dal 2017, sono stati giudicati e ritenuti colpevoli sulla base di atti compiuti nell’esercizio della loro professione ( strategie difensive, statistiche sulla provenienza dei clienti patrocinati); ovvero di testimonianze rese da “testimoni segreti” ( individui anonimi, ascoltati in videoconferenza con il volto pixelato e con la voce camuffata elettronicamente) il cui controinterrogatorio è stato negato alla difesa; oppure ancora da dati informatici del 2003 e recuperati nel 2006, provenienti dal Belgio e dall’Olanda, la cui integrità è impossibile da verificare perché gli originali sono andati perduti e non è dato conoscere né le modalità utilizzate per la copia, né tantomeno le procedure adottate per trasferire detti files.
Nessuna richiesta di prova avanzata dalla difesa è stata ammessa, e parimenti sono state rigettate le richieste di controinterrogare i testi della Procura e/o la possibilità di produrre alcun elemento a discarico. IlPresidente del Collegio giudicante ha ritenuto, altresì, di non ascoltare le discussioni conclusive, passando direttamente dalla conclusione della fase istruttori alla emissione della sentenza.
Ogni elemento costitutivo del “giusto processo” è stato sistematicamente violato [Il principio di uguaglianza, il principio del ne bis in idem, il diritto ad essere giudicato da un Tribunale indipendente precostituito dalla legge, il diritto al contraddittorio, la presunzione di innocenza, il diritto di essere informato sulle ragioni dell’arresto] come pure risulta violato ogni principio relativo al libero esercizio della professione e del ruolo dell’avvocato [ il diritto di esercitare la professione senza intimidazioni e/o interferenze, il diritto a non essere identificato con il proprio cliente].

 


Il Consiglio Nazionale Forense, I Giuristi Democratici, l’Unione delle Camere Penali Italiane invitano –pertanto- la stampa a partecipare e dare notizia dell’accaduto.

 


Per adesioni ed informazioni:
avv. Michela Arricale
3932588202 – gdinternazionale@gmail.com
Segreteria UCPI
06/32500588 – segreteria@camerepenali.it