Il Consiglio Nazionale Forense è l’organismo apicale istituzionale dell’Avvocatura e rappresenta l’intera classe forense.

Ufficio Studi (a cura di) - Dossier n. 3/2014 - Regolamento sulle specializzazioni ex art. 9 della legge 31 dicembre 2012, n. 247 recante Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense - Gennaio 2014

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null Ufficio Studi (a cura di) - Dossier n. 3/2014 - Regolamento sulle specializzazioni ex art. 9 della legge 31 dicembre 2012, n. 247 recante Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense - Gennaio 2014

Ufficio Studi (a cura di) - Dossier n. 3/2014 - Regolamento sulle specializzazioni ex art. 9 della legge 31 dicembre 2012, n. 247 recante Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense - Gennaio 2014

L’art. 9 della Legge 31 dicembre 2012, n. 247 – in tema di Nuova disciplina della professione forense – introduce, per gli avvocati, la possibilità di ottenere e indicare il titolo di “specialista”.

Il regolamento volto a disciplinare le esatte modalità di conseguimento del titolo di “specialista” deve essere adottato dal Ministro della Giustizia, previo parere del Consiglio Nazionale Forense.
Di fondamentale importanza appare dunque il ruolo consultivo assegnato dal Legislatore al C.N.F., chiamato a fornire al Guardasigilli indicazioni, proposte e/o suggerimenti utili a delineare una disciplina che risulti il più possibile organica ed armonizzata nei suoi tratti essenziali: in questo senso si muovono dunque le considerazioni che seguono.

La citata norma traccia linee-guida essenziali nel solco delle quali dovranno muoversi C.N.F. e Guardasigilli, stabilendo anzitutto che il titolo di specialista potrà conseguirsi solo all’esito positivo di percorsi formativi almeno biennali o per comprovata esperienza nel settore di specializzazione: i percorsi formativi dovranno essere organizzati presso le Facoltà di Giurisprudenza, con le quali il C.N.F. ed i Consigli degli Ordini territoriali potranno stipulare convenzioni per corsi di alta formazione per il conseguimento del titolo di specialista; il conseguimento del titolo di specialista per comprovata esperienza professionale maturata nel settore oggetto di specializzazione sarà invece riservato agli avvocati che abbiano maturato un’anzianità di iscrizione all’Albo, ininterrottamente e senza sospensioni, di almeno otto anni e che dimostrino di avere esercitato in modo assiduo, prevalente e continuativo attività professionale in uno dei settori di specializzazione negli ultimi cinque anni. È inoltre previsto che l’attribuzione del titolo di specialista – a seguito di positiva valutazione in ordine all’effettivo possesso dei requisiti appena richiamati – spetterà in via esclusiva al C.N.F., Organo altresì legittimato a revocare il titolo così attribuito. A ciò si aggiunga che il conseguimento del titolo di specialista non comporterà alcuna riserva di attività professionale; inoltre, gli avvocati docenti universitari di ruolo in materie giuridiche e coloro che, alla data di entrata in vigore della Legge di Riforma, abbiano conseguito titoli specialistici universitari, potranno indicare il relativo titolo con le opportune specificazioni.

In questa pagina è possibile scaricare il Dossier 3/2014.

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