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Compiti e funzioni - Fiif

Compiti e funzioni

La FIIIF Fondazione Italiana per l’innovazione forense nasce nel 2006 per volontà e impegno di alcuni Consiglieri Nazionali, Avvocati e Giuristi cultori della materia, con l’intento di studiare e promuovere le iniziative legate al diritto dell’informatica e all’informatica giuridica; promuovere la ricerca di soluzioni tecnologiche alle problematiche giuridiche mediante l’utilizzo degli strumenti offerti dalla Società dell’Informazione e dall’Information Technology); favorire l’applicazione di soluzioni tecnico-informatiche all’organizzazione e gestione degli Ordini forensi, degli studi legali, degli Uffici giudiziari; promuovere la formazione nonché l’aggiornamento professionale degli operatori giuridici, relativamente alle tecnologie informatiche, telematiche e multimediali; favorire lo studio e l’analisi della normativa, degli istituti e delle metodologie giuridiche dell’IT; ricercare e diffondere l’applicazione di metodi di risoluzione delle controversie con l’ausilio strumentale della robotica, dell’eidomatica e, più in generale, l’automazione delle attività umane nell’ambito professionale.

E' un ente di diritto privato senza finalità di lucro, apolitico e aconfessionale, che, nello svolgimento della propria attività e per il raggiungimento degli scopi per cui è stato istituito, assume iniziative dirette, tra l'altro, a costituire centri di studio, compiere indagini e ricerche, promuovere e realizzare iniziative per la diffusione della cultura giuridica e la conoscenza del diritto e manifestazioni culturali inerenti gli scopi istituzionali.

Gli Organi della Fondazione sono il Consiglio, il Presidente, che ne è il legale rappresentante, il Comitato direttivo all'interno del quale sono eletti il Vice Presidente e il Tesoriere della Fondazione, il Collegio dei Revisori dei Conti.

La FIIF si avvale della collaborazione di un Gruppo di Lavoro formato da Colleghi esperti nella materia e di un Ufficio Studi.

 

Lo Statuto della Fiif

Art. 1

Costituzione e denominazione

1. E’ costituita la fondazione denominata "Fondazione Italiana per l’Innovazione Forense" in sigla "F.I.I.F.".
2. La fondazione è ente di diritto privato.

Art. 2
Sede

1. La fondazione ha sede legale in Roma, Via del Governo Vecchio n. 3.
2. Per l’esercizio della sua attività la fondazione può avvalersi di sedi amministrative.

Art. 3
Finalità

1. La fondazione è apolitica e aconfessionale.
2. Gli scopi primari della fondazione consistono nella innovazione e nell’aggiornamento tecnologico dell’Avvocatura.
3. In armonia con le convenzioni internazionali e la normativa comunitaria, nel rispetto dei principi dell’ordinamento costituzionale, la Fondazione persegue le seguenti finalità:
a) sviluppare lo studio, la ricerca, l’analisi, la prassi e la diffusione della scienza informatica applicata in campo giuridico, economico, amministrativo con particolare riguardo alla categoria forense e al rapporto con la Pubblica Amministrazione;
b) promuovere la ricerca di soluzioni tecnologiche alle problematiche giuridiche mediante l’utilizzo degli strumenti offerti dalla Società dell’Informazione e dall’Information Technology (di seguito, per brevità, indicata IT);
c) favorire l’applicazione di soluzioni tecnico-informatiche all’organizzazione e gestione degli Ordini forensi, degli studi legali, degli Uffici giudiziari;
d) promuovere la formazione nonché l’aggiornamento professionale degli operatori giuridici, relativamente alle tecnologie informatiche, telematiche e multimediali;
e) favorire lo studio e l’analisi della normativa, degli istituti e delle metodologie giuridiche dell’IT;
f) ricercare e diffondere l’applicazione di metodi di risoluzione delle controversie con l’ausilio strumentale della robotica, dell’eidomatica e, più in generale, l’automazione delle attività umane nell’ambito professionale;
g) svolgere qualsivoglia altra attività che, direttamente e/o indirettamente, afferisca agli scopi di cui al presente articolo.
La fondazione può compiere qualsiasi operazione, stipulare convenzioni con enti pubblici e privati, acquisire immobili in proprietà, in locazione, leasing o comodato, da utilizzare quale sede legale o amministrativa o come sede delle attività previste dallo statuto, cooperare con altri enti, partecipare a società, consorzi, associazioni, che perseguano finalità analoghe a quelle istituzionali, aprire conti correnti, effettuare depositi, investire i proventi della sua attività e porre in essere ogni atto idoneo a favorire l'attuazione dei suoi fini.

Art. 4
Rapporti con istituzioni

1. La Fondazione stabilisce convenzioni di collaborazione per attività conformi alle proprie finalità con Università pubbliche e private, con istituti di cultura, con istituzioni di studi giuridici e organismi dell’Unione Europea, degli stati membri dell'Unione Europea e di stati extracomunitari.
2. La Fondazione può aderire e associarsi o federarsi ad enti e organismi nazionali e internazionali che perseguono finalità identiche, simili o complementari alle proprie.
3. La Fondazione concorre con progetti propri ad attività finanziate dall'Unione Europea o da altri soggetti in materia di formazione e aggiornamento professionale.

Art. 5
Entrate

Le entrate della fondazione sono costituite da:
– quote e contributi dei fondatori e dei sostenitori;
– contributi e sussidi di enti pubblici e privati, nazionali, comunitari ed extracomunitari;
– liberalità, legati, eredità, erogazioni e ogni altro provento derivante dalle attività svolte;
– redditi derivanti dal patrimonio.

Art. 6
Finanziamento

1. La Fondazione è finanziata dal Consiglio Nazionale Forense in base al conto preventivo approvato dal Comitato Direttivo per ciascun anno.
2. Il Consiglio Nazionale Forense costituisce una dotazione iniziale per assicurare il funzionamento della Fondazione fin dalla sua istituzione.
3. Il Consiglio Nazionale Forense, ove necessario e nelle forme consentite dalle norme vigenti, può mettere a disposizione della Fondazione locali, collaboratori, personale di segreteria, attrezzature ed altri mezzi.

Art. 7
Altre fonti di finanziamento

1. La Fondazione può finanziare le proprie attività, mediante contributi pubblici, statali o comunitari o di altri enti pubblici, e mediante contributi privati purché compatibili con le finalità statutarie.

Art. 8
Patrimonio

1. Il patrimonio della fondazione è costituito dai beni facenti parte della dotazione iniziale costituenti il fondo di dotazione, da tutti i beni di cui essa è titolare e da ogni altro diritto o rapporto che ad essa facciano capo.
2. Il consiglio di amministrazione cura che i proventi e i beni attribuiti alla fondazione con vincoli di destinazione siano utilizzati in conformità alle indicazioni del disponente.

Art. 9
Organi

1. Sono organi della fondazione:
– il Presidente;
– il Vice Presidente;
– il Tesoriere;
– il Consiglio di amministrazione;
– il Comitato direttivo;
– il Collegio dei revisori dei conti.
2. Di ciascuna riunione degli organi collegiali della fondazione viene redatto verbale, sottoscritto dal segretario della riunione e da chi la presiede.

Art. 10
Presidente

1. Il Presidente della Fondazione è di diritto il Presidente del CNF in carica; in caso di assenza o impedimento la carica è ricoperta dal vice presidente del Consiglio Nazionale Forense con maggiore anzianità.
2. ll Presidente ha la rappresentanza legale della Fondazione;
– convoca e presiede il Consiglio di amministrazione;
– può convocare il Comitato Direttivo;
– fissa l'ordine del giorno dei lavori e dirige le riunioni;
– sottoscrive gli atti e le delibere del Comitato Direttivo e ne cura l'attuazione;
– cura l’osservanza del presente statuto.
3. Il Presidente può delegare al Vicepresidente, nominato dal Comitato Direttivo le funzioni inerenti alla carica e i connessi poteri, anche di firma e di rappresentanza.
4. In casi di urgenza può deliberare in sostituzione del Comitato Direttivo, adottando ogni provvedimento opportuno, riferendo nel più breve tempo, secondo competenza al Consiglio di amministrazione o al Comitato Direttivo nella prima riunione successiva.

Art. 11
Consiglio di Amministrazione

 

Il consiglio di Amministrazione è composto:
a) dal Presidente del Consiglio nazionale forense;
b) dai Consiglieri in carica presso il Consiglio Nazionale Forense che non abbiano manifestato volontà contraria;
c) dal Vice Presidente nominato ai sensi dell’art. 10 comma 3;
d) dai soci fondatori (2).
2. I membri del consiglio di amministrazione durano in carica per quattro anni dalla data della loro designazione e possono essere confermati una sola volta. Chi sieda nel consiglio di amministrazione in ragione di più di uno dei presupposti di cui alle precedenti lettere da a) a d) può essere computato una sola volta ai fini del quorum costitutivo e/o deliberativo e può esprimere un solo voto.
3. Spetta al consiglio di amministrazione: determinare gli indirizzi a cui si devono attenere le attività della fondazione; vigilare sull’attività del Comitato direttivo; designare e revocare i membri di quest’ultimo; approvare entro il 30 aprile di ciascun anno il conto consuntivo dell’anno solare precedente e entro il 30 novembre di ogni anno il conto preventivo dell’anno successivo, proposti dal comitato direttivo; deliberare, ove lo ritenga opportuno, sugli atti di straordinaria amministrazione ed accordare il nulla-osta di cui all’art. 9; deliberare sulle modifiche del presente statuto; nominare i liquidatori.
4. Il consiglio di amministrazione nomina il collegio dei revisori dei conti.
5. Il consiglio di amministrazione deve essere convocato in seduta ordinaria almeno una volta all’anno; in seduta straordinaria, ogni qual volta il Presidente lo ritenga necessario o ne venga fatta richiesta scritta, con indicazione dei temi da inserire all’ordine del giorno, da non meno un quarto dei componenti del Consiglio di Amministrazione o non meno di quattro del Comitato direttivo. La convocazione, fatta dal presidente con comunicazione scritta contenente gli argomenti da trattare, deve essere inviata a mezzo PEC o e-mail a ciascun componente almeno sette giorni prima della seduta.
6. Le adunanze del consiglio di amministrazione sono valide se è presente almeno un terzo dei componenti in prima convocazione e quale che sia il numero degli intervenuti in seconda convocazione; le deliberazioni vengono assunte a maggioranza assoluta dei presenti e con votazione palese; in caso di parità di voti prevale il voto del presidente. I soggetti convocati ai sensi del comma precedente, non facenti parte del consiglio di amministrazione, partecipano senza diritto di voto.

Art. 12
Comitato direttivo

1. Il Comitato direttivo è composto da sei componenti eletti dal Consiglio di Amministrazione più il Presidente.
2. I componenti elettivi del Comitato rimangono in carica per quattro anni e fino all’elezione dei nuovi componenti per il successivo quadriennio. Se un componente il comitato direttivo cessa per qualsiasi motivo dalla carica, il soggetto designato in sua sostituzione resta in carica fino alla scadenza del mandato degli altri componenti.
3. Il comitato elegge tra i propri componenti il Vice Presidente, il Tesoriere.
4. Il comitato direttivo attua gli indirizzi indicati dal consiglio di amministrazione, realizza le attività istituzionali della fondazione, compie tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione. E' necessario il nulla-osta del consiglio di amministrazione per i soli atti che riguardino diritti reali su beni immobili, o che comportino uscite finanziarie o impegni di spesa superiori, per ciascun anno solare, ad euro 250.000,00 (duecentocinquantamila/00).
5. Può essere convocato dal presidente o dal Vicepresidente, ogni qual volta lo ritengano necessario. La convocazione deve avvenire altresì quando non meno di tre componenti ne facciano richiesta scritta con indicazione dei temi da trattare.
6. Le riunioni del comitato direttivo possono svolgersi anche in più luoghi, contigui o distanti, audio e/o video collegati, alle seguenti condizioni:
– che sia consentito a chi presiede la riunione di accertare o far accertare l’identità e la legittimazione degli intervenuti e l’assenza di soggetti non legittimati, di regolare lo svolgimento dell’adunanza, di constatare e di proclamare i risultati delle eventuali votazioni;
– che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente lo svolgimento dei lavori e la continuità della partecipazione degli aventi diritto;
– che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alle eventuali votazioni simultanee sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti. Verificandosi tali presupposti, la riunione si considera tenuta nel luogo in cui si trovano insieme il soggetto che presiede e quello verbalizzante, onde consentire la stesura e la sottoscrizione del verbale.
7. Le adunanze del comitato direttivo, convocate a mezzo e-mail almeno tre giorni prima, sono valide se partecipano almeno quattro componenti. In mancanza di rituale convocazione, le stesse sono valide con la partecipazione di tutti i componenti del comitato.
8. Le deliberazioni vengono assunte a maggioranza assoluta dei partecipanti e con votazione palese; in caso di parità di voti prevale il voto del Presidente o, in sua assenza, del Vicepresidente della Fondazione.
9. Le decisioni del comitato direttivo possono essere adottate anche mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. In tal caso devono essere informati i revisori dei conti effettivi e dai documenti sottoscritti, anche in forma non autografa, dai membri del comitato direttivo devono risultare chiaramente gli argomenti oggetto della decisione ed il consenso alla stessa.
10. Il comitato direttivo può delegare parte delle proprie attività e funzioni ai propri membri, determinando i limiti della delega

 

Art. 13
Collegio dei revisori dei conti

1.Il Collegio è formato da tre membri effettivi e due supplenti, preferibilmente avvocati, che siano iscritti nel registro dei revisori contabili.
I componenti sono rinnovabili.
2. Il Collegio dura in carica 4 anni e, dopo la scadenza, esercita le sue funzioni sino all'insediamento del nuovo Collegio. 
3. E' compito del Collegio controllare la regolare tenuta della contabilità e la conformità della gestione alla legge, allo Statuto e ai regolamenti. Il Collegio forma, altresì, una relazione sul conto consuntivo, prima che detto documento sia approvato in via definitiva dal Comitato Direttivo.
4. Il Collegio, se non vi ha già provveduto il Comitato direttivo, elegge nel suo seno, un presidente; in caso di cessazione della carica per qualunque motivo, il presidente è sostituito dal membro supplente  con maggiore anzianità di iscrizione all'Albo dei revisori dei Conti.

Art. 14
Statuto e regolamenti.

La Fondazione è retta del presente Statuto e da regolamenti interni approvati dal Comitato Direttivo.

Art. 15
Disposizione finale

Per quanto non previsto dal presente Statuto e dai Regolamenti, il funzionamento della Fondazione è disciplinato dal Codice Civile e dalle altre norme in materia di fondazioni, in quanto compatibili con il rilievo pubblicistico delle finalità istituzionali.

Art. 16
Disposizione transitoria

La Fondazione, dall’inizio del suo funzionamento e su semplice indicazione del Consiglio Nazionale Forense, assume le funzioni e i compiti, in precedenza svolti da articolazioni del Consiglio Nazionale Forense o da commissioni dallo stesso costituite, che rientrino nell’oggetto della Fondazione medesima ed acquisisce i beni e i diritti relativi alle connesse attività.

 

(1) Nel testo approvato con delibera del 21 novembre 2013 – Repertorio N. 16531 Raccolta N. 5153 – che ha modificato gli articoli 11 punto 1 lettera e), e 12 dello Statuto.

(2) Così come modificato con delibera 21 novembre 2013 – In Repertorio N. 16531, Raccolta N. 5153

(3) Nel testo approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione il 26 settembre 2015 ed il 22 gennaio 2016.

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