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Cnf, solidarietà agli avvocati turchi: intervengano le Autorità competenti

Cnf, solidarietà agli avvocati turchi: intervengano le Autorità competenti

Roma, 5 aprile 2018 

Il Consiglio Nazionale Forense, in occasione della Giornata degli Avvocati in Turchia, esprime profonda indignazione e condanna fortemente, ancora una volta, gli arresti e i trattamenti illegali verso gli avvocati turchi ai quali va la massima solidarietà e la vicinanza dell’Avvocatura italiana.

Dopo il tentativo di colpo di stato del luglio 2016, in Turchia sono stati denunciati 1539 avvocati, 580 arrestati e 103 condannati da 2 a 14 anni di carcere. Inoltre sono stati messi sotto inchiesta o arrestati 14 presidenti o ex presidenti di ordini forensi tra i quali il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Konya, Fevzi Kayacan, il Presidente dell’Ordine di Trabzon, Orhan Öngöz, il  Presidente dell’Ordine di Siirt, Cemal Acar ed il Presidente dell’Ordine degli avvocati di Gumushane. Ismail Tastan.

Il CNF auspica pertanto l'immediato intervento delle autorità italiane competenti affinché inducano il Governo turco al rispetto dei Principi di base dell’ONU, adottati a L’Avana nel 1990, sul ruolo degli avvocati che “non devono essere assimilati ai loro clienti o alla causa dei loro clienti nell’esercizio delle loro funzioni” e che “le autorità pubbliche devono assicurare che gli avvocati  siano in grado di svolgere tutti i loro doveri professionali senza ostacolo, intimidazione, molestia o indebite interferenze e non siano fatti oggetto, né minacciati, di essere sottoposti a procedimento o altro per qualsiasi azione intrapresa in conformità con i loro obblighi e principi professionali”.