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Diritto interculturale, il Cnf fa da apripista

Diritto interculturale, il Cnf fa da apripista

Diritto interculturale, il Cnf fa da apripista

di Mario Ricca, docente di diritto interculturale

L’avvocatura dovrebbe avere una funzione cruciale nella soluzione dei problemi di convivenza mediante il diritto. Gli avvocati cioè, se formati alla traduzione interculturale, potrebbero aiutare gli altri a iscrivere i loro significati nel tessuto normativo. Il Consiglio nazionale forense ha intercettato questa urgente necessità. Il convegno – che si terrà a Bologna il 20 giugno, inserito tra gli eventi G7 sotto la presidenza italiana, organizzato dal Miur e coordinato dal Cnf, dal titolo “Diritto e convivenza interculturale” – è il primo atto di una pratica innovativa. Il Cnf fa l’apripista per realizzare un diritto “interculturale”. Cioè…

Iniziamo dai mantra mediatici. “Chi si reca in un Paese straniero deve rispettarne le leggi”, anzi “le regole”. Si tratta di una massima condivisibile, anche perché a non rispettare quelle regole, di solito, ci si imbatte in conseguenze poco piacevoli.

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