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Contratto di vendita europeo, l’Avvocatura italiana pronta a dare il suo contributo per favorire la ripresa e la crescita economica

11/04/2012 - Si è svolto a Roma il seminario “The proposed Common european sales law-the lawyers’ view” organizzato insieme con il CCbe (la rappresentanza degli Ordini forensi europei)

Dopo l’importante incontro tra la vicepresidente della Commissione europea Viviane Reding e il vicepresidente del Cnf Ubaldo Perfetti, che si è svolto a Roma venerdì 30 marzo, e che ha suggellato l’impegno comune a promuovere il diritto comune europeo dei contratti come volano per uscire dalla crisi, il Cnf e il CCbe (la rappresentanza europea degli ordini forensi) hanno organizzato a Roma un seminario di approfondimento sulla proposta di regolamento comunitario che introduce un diritto opzionale comune di disciplina dei contratti di vendita. Al seminario sono intervenuti la presidente del CCbe, Marcella Prunbauer-Glaser, il capo dell’unità Diritto dei contratti della Commissione europea, Dirk Staudenmayer, il vicepresidente della commissione giuridica del Parlamento europeo e co-relatore sul regolamento, Luigi Berlinguer, e avvocati e professori universitari italiani (Giuseppe Conte, Enrica Senini), inglesi (Fergus Randolph e James Wolffe), tedeschi (Gerg Maier-Reimer), spagnoli (Pedro Portellano).

Per il vicepresidente Ubaldo Perfetti, che ha aperti i lavori, “sono tante le ragioni, economiche e giuridiche, che spingono l’avvocatura italiana a sostenere il progetto della Commissione europea di un regolamento che introduca una disciplina comune europea nei contratti di vendita (cosiddetto Cesl). Una disciplina uniforme nei 27 paesi Ue favorirà gli scambi transfrontalieri promuovendo le esportazioni delle piccole e medie imprese e la crescita economica. I professionisti italiani, e gli avvocati innanzitutto, potranno ampliare le opportunità di business anche all’estero; i consumatori, di solito i contraenti deboli, potranno avvantaggiarsi di una tutela rafforzata anche rispetto alle singole situazioni nazionali, circostanza a cui i legali italiani sono sensibili. Gli aspetti critici, pur esistenti, non devono distogliere l’attenzione dall’obiettivo di tagliare il traguardo di un codice civile europeo”.

Dal presidente del Cnf Guido Alpa è venuto l’invito a superare gli ostacoli tecnici in vista di un obiettivo più prezioso. “Perché avere paura del regolamento? I dubbi sollevati sono nella maggior parte relativi alla competenza della Ue o al metodo seguito. E dunque appaiono più di natura ideologico-strumentale che destinati ad incidere sul merito del testo. Cooperiamo tutti insieme per migliorare la situazione prendendo atto che la proposta Cesl è la soluzione più facilmente praticabile”, ha sottolineato Alpa.

 
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