Roma. Il Consiglio nazionale forense esprime gravi preoccupazioni per le norme sul processo civile contenute nella bozza del decreto legge Sviluppo alla quale sta lavorando il Governo in queste ore.
Norme, sottolinea il Cnf, discutibilmente presentate come misure per il rilancio delle imprese. Il nuovo intervento è volto a
-filtrare laccesso al Giudice di appello, consentendogli già alla prima udienza di rigettare sommariamente le impugnazioni che gli appaiano poco fondate, dandone telegrafica motivazione;
-restringere anche laccesso alla Cassazione, eliminando il ricorso per vizi di contraddittoria o insufficiente motivazione sulle questioni di fatto. In questi termini lintervento, peraltro attuato con norme poco chiare, desta serie e gravi. preoccupazioni.
Non è accettabile, in primo luogo per le imprese, lo smantellamento del sistema dei controlli e delle garanzie in fase di impugnazione, a fronte di un processo di primo grado affidato ad un magistrato singolo. Oltretutto si verificherà una inevitabile moltiplicazione delle questioni procedurali, e dunque non ci sarà alcun beneficio in termini di recupero di celerità; al contrario, le impugnazioni infondate finirebbero paradossalmente con il godere di un binario privilegiato a discapito di quelle degne di accoglimento.
Il Cnf evidenzia che sono altre le vie per far fronte ai certo gravosi arretrati e ai tempi biblici della giustizia: il recupero di efficienza della giurisdizione non può avvenire attraverso lulteriore sacrificio dei diritti dei cittadini e delle imprese ma solo attraverso una seria riorganizzazione delle risorse attualmente disperse dal sistema.
Claudia Morelli
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