Genova 25/11/2010. Approvazione veloce alla Camera della riforma della professione per una rafforzata qualificazione dellavvocato, revisione delle norme sulla mediazione che rischiano un giudizio di incostituzionalità, riforme organiche della giustizia, riproposizione della figura dellavvocato come tutore dei diritti in una dimensione europea, saldamente legato ai canoni deontologici e rafforzamento del suo ruolo di consulente anche fuori dalla aule di tribunale, vicino ai problemi quotidiani dei cittadini in linea con lo sviluppo della professione nei paesi europei.
Sono tante le strade che portano fuori dal tunnel della crisi che per tanti motivi ha investito negli ultimi anni la categoria forense, indicate dal presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa che oggi con la sua relazione ha aperto il del XXX Congresso forense che si tiene a Genova in questi giorni, dal titolo Lavvocatura al servizio dei cittadini.
Strade che portano verso una professione fortemente qualificata, garante della legalità, della difesa e della promozione dei diritti, a dispetto di una crisi che che viene raccontata per tutti ma non per le professioni, che non sono considerate come operatori economici, contro ogni dato obiettivo che testimonia lapporto del comparto professionale al Pil per il 15%. La categoria dei professionisti liberi, non essendo imprenditori, non possono contare sui sussidi mascherati dello stato, su incentivi agevolazioni fiscali e, non essendo lavoratori dipendenti, non possono contare sullassistenza e sulle altre previdenze assicurate ai salariati.
Per la riforma della professione. La riflessione di Alpa si chiude con un giusto motivo di soddisfazione, che diventa premessa di ogni ulteriore discorso: lapprovazione della riforma della professione votata in prima lettura dal senato martedì scorso: Siamo in presenza di un fatto storico e confidiamo di poter persuadere anche le forze politiche che non lhanno approvato, che il testo di riforma dellordinamento forense, equilibrato e progressivo, deve seguire il suo iter alla Camera senza ostacoli, intoppi e ripensamenti, ha riferito Alpa che, incassato un risultato importante e motivo di soddisfazione per tutta lavvocatura che sulla questione si è mossa unitariamente sotto la regia del Cnf (con lapposito tavolo per la riforma), guarda già al prossimo futuro e da Genova chiede che il testo sia approvato al più presto. E lo difende dalle tante accuse pretestuose e ingiustificate: il progetto non è frutto di istanze corporative, sottolinea Alpa che attacca: i privilegi si condividono in pochi, certo non tra gli appartenenti ad una massa che si riproduce in modo esponenziale qual è lavvocatura.
I dati (gli iscritti agli albi ammontano a 236mila; il reddito medio annuo non arriva a 50mila euro; in dieci anni il numero degli avvocati è raddoppiato; il tasso di disoccupazione dei giovani si aggira tra il 20 e 30%) smentiscono di per sé ogni critica alla categoria, proveniente dalle autorità indipendenti, da esponenti del mondo politico, da associazioni di categoria di banche e associazioni. Il testo non è corporativo perché non è un libro doro dellavvocatura: piuttosto rafforza limpegno degli Ordini, rende più trasparente lattività dellavvocato, rafforza le garanzie dei cittadini. Il Senato ci ha seguito sulla consulenza e sulle tariffe, che assicurano prestazioni qualificate insieme con il tirocinio, le scuole di formazione, laggiornamento professionale, la specializzazione, lassicurazione obbligatoria, la continuità nellesercizio professionale.
Un testo che rende giustizia dopo le supposte liberalizzazioni del decreto Bersani, entrato in crisi ben prima dellapprovazione del senato per opera della giurisprudenza della Cassazione che da ultimo ha confermato la sanzione comminata dallOrdine di Brescia e confermata dal Cnf sullapertura di negozi giuridica per strada (sentenza Alt n 23287/2010), contro forme di pubblicità evocative (ragione di grande soddisfazione per lAvvocatura); che ha avallato il ripristino delle tariffe minime obbligatorie (sent. n. 20269/2010).
Sulle specializzazioni, Alpa assicura: abbiano tenuto conto delle previsioni concordate a un tavolo unitario. Ora siamo di fronte a una impugnativa Tar e a un testo di articolo approvato dal senato: il Cnf è aperto ai suggerimenti per migliorare il testo e far sì che gli avvocati lo considerano non un fardello ma uno strumento ulteriore di qualificazione e promozione.
Sul potere regolamentare del Cnf avverte: non riconoscerlo è un vulnus a tutta la categoria; come non comprendere che la nostra categoria professionale, pilastro dello Stato di diritto, può assolvere la sua funzione solo se indipendente, e tale non può esserlo se la definizione delle regole comportamentali sono assoggettate al potere esecutivo? Questo colpo di mano fa il paio con il tentativo di assoggettare ad approvazione ministeriale i codici di condotta, proposto anni fa, e poi fortunatamente abbandonato.
Dal dopo il Bersani, comunque, deve partire la riscossa dellavvocatura che una certa legislazione vorrebbe lasciare ai margini, aggravando la crisi anche economica della categoria: Sono ormai molteplici gli interventi legislativi che esonerano coloro che vogliono accedere alla giustizia dallobbligo di munirsi di difensore limitano le modalità di difesa dei diritti e degli interessi: si pensi al decreto ingiuntivo europeo, allarbitrato bancario, al decreto legislativo sulla mediazione e conciliazione, allemendamento proposto nel corso della discussione sul cd. processo breve che prevede la non necessaria assistenza di un avvocato nei procedimenti per equa riparazione previsti dalla c.d. Legge Pinto, alla composizione delle crisi da sovraindebitamento del debitore privato o non fallibile Prendiamo atto ma non rimarremo inerti del fatto che il legislatore si è studiato di precisare nel dettato normativo la non necessarietà dellassistenza forense, denuncia Alpa.
Contro la mediazione. Allora il primo impegno è quello di chiedere la modifica della legge sulla mediazione, in odore di incostituzionalità Il CNF già nel giugno 2010 ha avuto modo di esprimere la sua protesta nellindicare le ragioni della inopportunità di un sistema di conciliazione obbligatorio, della mancata previsione dellassistenza del difensore, dei settori nei quali è prevista, delle sanzioni, della insufficiente qualificazione dei mediatori, sottolinea Alpa. Conviene richiamare inoltre lattenzione non solo sulla sospetta incostituzionalità del provvedimento legislativo e dei decreti di attuazione, ma anche della possibile incompatibilità della disciplina con le regole del diritto comunitario, alla luce di una recente sentenza della Corte di Giustizia dellUnione europea (cause riunite C.317/08). Ed infatti, così come progettato, il sistema è diretto a rendere vincolante la conclusione conciliativa della vertenza, a ritardare laccesso al giudice ordinario in quanto è diretto ad investire circa un milione di controversie e quindi renderà praticamente impossibile esperire i tentativi di conciliazione entro i quattro mesi previsti dalla normativa, ed è ovviamente cagione di costi aggiuntivi in termini di tempo che si aggiunge a quello già notevole nel quale si scandiscono i processi ordinari e in termini di aggravio economico per le parti rispetto al naturale svolgersi delle cose. Di più. La individuazione degli ambiti nei quali la conciliazione obbligatoria deve essere tentata è assai opinabile, atteso che essa investe settori assolutamente marginali (come i contratti di comodato) e settori di grande rilevanza sociale come i danni derivanti dalla circolazione stradale. Per la riforma della giustizia. Finora è mancato il coordinamento delle terapie, lassenza di un disegno coerente e sistematico¸ si è seguito al contrario un metodo solitario di redazione della normativa e testi piovuti dallalto. Gli avvocati vorrebbero uscire dalla dimensione di protesta e sostenere proposte fattive e pragmaticamente utili. Una strada potrebbe essere quella di pensare ad una Avvocatura istituzionale, che si preoccupa di aprire camere arbitrali, di promuovere lo strumento arbitrale anche per le questioni di modesto peso economico, di includere le clausole arbitrali nei contratti, in modo che siano gli avvocati a rendere giustizia, con la loro competenza, la loro sensibilità, il loro senso del dovere. Per le questioni che debbono essere affidate al giudice togato, possiamo pensare ad un giudice che sia agevolato (ma non esautorato) nel suo lavoro da un adiutore, scelto tra i migliori laureati in Giurisprudenza, tra gli aspiranti avvocati (praticanti a cui si riconosce il servizio prestato ai fini della pratica), tra i vincitori di concorso di magistratura non ancora assegnati alle loro funzioni. Per lorganizzazione delle sedi, si può pensare al decentramento.
I diritti, lavvocato, la sua missione e la sua responsabilità sociale. Lanima e il sostegno della missione degli avvocati sono i diritti e la loro tutela è uno dei doveri essenziali dellavvocato. Per Alpa, a dispetto dei testi normativi fondanti la tutela del diritti (dalla Convenzione europea dei diritti delluomo alla Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea), e delle decisioni delle Corti, la piena efficacia e garanzia dei diritti umani è un obiettivo non ancora raggiunto. Non bisogna mai abbassare la guardia, avverte Alpa. Che evidenza come in questo perimetro di un percorso non lineare, si delinea anche una sfida e una ragion di più desser dellavvocato. In questo variegato e preoccupante scenario si rafforza il ruolo dellAvvocatura. Spetta agli avvocati in prima linea rilevare le manchevolezze della legge, la lesione dei diritti, luso dei rimedi giurisdizionali. Una ragione in più per rivendicare allavvocatura italiana una dimensione effettivamente europea: I diritti sanciti dalla Carta sono tutelati da norme europee sovraordinate alle norme italiane. Ciò significa che con lentrata in vigore del Trattato di Lisbona lavvocato dora deve interpretare la legge nazionale che attiene ai diritti fondamentali in conformità alle norme europee e chiedere al giudice una applicazione conforme o la disapplicazione, se in contrasto con la norma europea. Si tratta di una svolta di grande rilievo giuridico e politico perché i diritti fondamentali della Carta investono tutti i principali settori della vita delle persone e della società, dai diritti civili e sociali, a quelli delleguaglianza, della non discriminazione, della solidarietà e della giustizia: ne vedete scorrere lelenco, così vasto e significativo. La professione legale è perciò direttamente coinvolta nel nuovo sistema europeo del diritto e dei diritti, sotto molti profili e si sposta il baricentro della deontologia: non più solo il prestigio della categoria ma il dovere sociale della tutela del cittadino nei confronti di ogni potere, sottolinea Alpa.
Claudia Morelli
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